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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/12/2014  -  stampato il 05/12/2016


Il galateo del devoto dipendente dipartimentale. Guida alle incombenze natalizie

Sono arrivate le festività natalizie ed ogni dipendente del DAP, soprattutto se  Direttore, Funzionario o aspirante tale, farebbe bene a mettere in pratica le secolari regole del vassallaggio. Tradizione vuole, infatti, che all’approssimarsi del Santo Natale e della fine dell’anno, al proprio Dirigente vengano mostrati segni tangibili di fedele sudditanza. Gli atti da mettere in pratica sono semplici e, tutto sommato, poco costosi.

 

IL SALUTO
Ogni dipendente appartenente ai ruoli della Polizia Penitenziaria o funzionario civile dovrà mostrare ampi sorrisi (più ampi del solito) incrociando il proprio Dirigente (o anche solo scorgendolo da lontano). Il saluto dovrà  essere accompagnato da una leggera, quanto inequivocabile, inclinazione del capo in avanti. Dal ruolo dei Commissari o Funzionari civili in su, i dipendenti dovranno fare atto di deferente ossequio, ma facendo molta attenzione a non incorrere nel grave errore della ricerca della stretta di mano. Per approfondimenti, si rilegga l’apposita Circolare del DAP. 

(La circolare sui saluti gerarchici con stretta di mano: della serie "arrivano i Turchi, anzi no, i Bizantini")

 

IL REGALO
Il regalo di fine anno è segno tangibile di ringraziamento al proprio Dirigente. E’ obbligatorio per chi ha ottenuto un favore durante l’anno (che, di solito, corrisponde ad un’ingiustizia per qualcun altro). E’ caldamente consigliato anche per chi ha subito un torto durante lo stesso anno. Il regalo non verrà mai consegnato al Dirigente direttamente, ma sarà cura del ristrettissimo personale di fiducia (i paggetti della Segreteria Particolare), prendere in carico i regali apponendo apposita nota sul registro “Saluti dal personale”. Se il regalo è di poco volume, potrà essere portato direttamente nella sede dipartimentale, mentre per i regali più voluminosi, si dovrà prendere appuntamento con i paggetti per una consegna più discreta in luogo da concordare.

 

IL PRANZO DI FINE ANNO
Il personale più vicino, o che ha molto a cuore la sua carriera dipartimentale, potrà ambire a partecipare ad un pranzo di fine anno con il Dirigente stesso. Dovrà essere cura del personale invitare a pranzo il Dirigente (mai il contrario) e l’invitò deve essere partecipato almeno da un Commissario di Polizia Penitenziaria e/o da un Direttore. Il pranzo sarà un’ottima occasione per consegnare il regalo collettivo (che non esonera da quello personale) come segno di gaudio del personale stesso per aver avuto la possibilità di rendere servigio a cotanta personalità. Il particolare prestigio che deriva dal partecipare ad un pranzo di fine anno, impone qualche altro obbligo di bon-ton:

- il personale attenderà l'arrivo del Corteo Dirigenziale fuori dal ristorante;

- il personale di sesso femminile avrà cura di indossare un tailleur monocromatico e quello di sesso maschile l’abito migliore o l'uniforme impeccabile se personale di Polizia Penitenziaria.

- tutti, indistintamente, dovranno apprezzare le battute che il Dirigente elargirà benevolmente ai presenti durante il desinare, ma sempre con morigeratezza e compostezza.

Il Dirigente ovviamente non paga ... è stato invitato.

 

LA CENA DI FINE ANNO
Alla cena di fine anno potranno partecipare solo coloro i quali avranno mostrato segni incontrovertibili di fedeltà e sottomissione al Dirigente durante le sopra elencate prove e che abbiano almeno idea di come si cammina tenendo al guinzaglio una coppia di levrieri afghani.