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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/12/2014  -  stampato il 11/12/2016


Santi Consolo e Mauro Palma a capo del Dipartimento di Largo Luigi Daga

Sul quotidiano Il Manifesto del 21 agosto 2014 Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone, scrisse un articolo dedicato alla nomina del nuovo Capo del Dap, posto vacante da metà maggio 2014 allorquando il Ministro Orlando revocò l’incarico a Giovanni Tamburino.

Tamburino era stato nominato da un Governo di emergenza nazionale presieduto da Mario Monti e con Paola Severino Ministro della Giustizia. Un Governo di tecnici che, evidentemente, pensò bene di mettere “un tecnico” a capo dell’amministrazione penitenziaria (Tamburino era Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma).

Purtroppo, i risultati della gestione Tamburino non furono dei migliori.

Per questa e per altre ragioni, Gonnella azzardò la proposta di nominare una persona diversa al posto di Tamburino: “ ...ci piacerebbe che il prossimo capo Dap abbia il coraggio di non essere solo un funzionario pubblico. Vorremmo che sappia di cosa si parla quando si usano termini come sbobba, superiore, domandina, camosci e girachiavi in modo da non iniziare da zero una scalata di conoscenze”.

E se davvero arrivasse Brubaker a capo del Dap?

Per motivare questa proposta Gonnella citò il film Brubaker: “...Robert Redford in Brubaker, film di Stuart Rosenberg del lontano 1980, racconta una storia realmente accaduta negli anni sessanta del secolo scorso in Arkansas. Il criminologo Thomas Murton per riformare il sistema carcerario dello Stato si finse detenuto”.

Tutto ciò fu argomentato per candidare Mauro Palma a Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

Nonostante tutte le divergenze che ci sono sempre state con Antigone (in particolare in questi ultimi tempi), fin da subito abbiamo condiviso i contenuti dell’articolo di Gonnella. Effettivamente, dopo tanta approssimazione, il Dap anche secondo noi avrebbe bisogno della guida di un Manager, di una persona esperta di organizzazione ed amministrazione e, soprattutto, di una persona che conosca bene il carcere.

E anche secondo noi questa persona non deve essere per forza un Magistrato o un dirigente dell’amministrazione penitenziaria.

Per questa ragione abbiamo condiviso l’endorsement di Antigone per Mauro Palma, perché dopo tanti anni di pressappochismo, dopo tanti anni di abbandono per il Corpo di Polizia Penitenziaria, non potevamo che vedere di buon occhio l’arrivo un uomo illuminato come il Professor Mauro Palma.

Un uomo illuminato che, pur da una posizione terza di garanzia, ha sempre dimostrato di avere un profondo rispetto, anche per le persone che lavorano nel carcere, in particolar modo per la Polizia Penitenziaria.

In effetti non abbiamo mai perso la speranza che prima o poi arrivi un Uomo della Provvidenza che possa restituire dignità al nostro Corpo. Mauro Palma, giustappunto,  ha più volte scritto e dichiarato che “...la dignità delle condizioni di detenzione passa innanzitutto attraverso la dignità ed il benessere del personale che in carcere ci lavora.”

Mauro Palma fu chiamato a via Arenula in qualità di Consigliere del Ministro per tematiche sociali e della devianza (successivamente Presidente della Commissione del Ministero della Giustizia italiano per

l’elaborazione degli interventi in materia penitenziaria) da Paola Severino (Governo Monti), confermato dalla Ministro Anna Maria Cancellieri (Governo Letta) e confermato ancora, dal Ministro Andrea Orlando (Governo Renzi).

Tre Ministri di estrazione professionale diversa e di diversa provenienza politica. Evidentemente qualche cosa vorrà dire.

Infatti, Palma vanta un curriculum vitae (on line sul sito del Ministero della Giustizia) di 9 (nove) pagine. Dal curriculum, per limitarci soltanto ai titoli più importanti, possiamo estrapolare le qualificazioni essenziali (almeno per quello che ci interessa).

Il curriculum di Mauro Palma

Mauro Palma è un professore universitario di matematica, autore di numerosi e noti testi sulla matematica, l’informatica e la sua didattica.

E’ Coordinatore scientifico dell’Area educativa dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani.

E’ stato Presidente del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura e dei trattamenti o pene inumani o degradanti (CPT) del Consiglio dell’Europa.

Vicepresidente del Consiglio per la Cooperazione penalistica (PC-CP) del Consiglio d’Europa.

E’ stato il fondatore e primo Presidente di Antigone, l’Associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale, della quale è attualmente Presidente onorario.

Ha una laurea in Giurisprudenza honoris causa.

E purtuttavia, la nomina di Mauro Palma a capo del dap non è arrivata.

Nuovo Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria è stato nominato Santi Consolo, Magistrato, Procuratore Generale della Repubblica di Caltanissetta.

Santi Consolo è il nuovo Capo del Dap

Santi Consolo ha già avuto un trascorso professionale nel dap come vice capo e, quindi anch’egli “ ... sa di cosa si parla quando si usano termini come sbobba, superiore, domandina, camosci e girachiavi” e per questo anche lui non deve “...iniziare da zero una scalata di conoscenze”.

Salvo ripensamenti, Mauro Palma dovrebbe essere il suo vice.

Se così sarà, sono fermamente convinto che, finalmente, potrebbero essere arrivate al vertice del dap due persone serie, capaci e competenti, che hanno voglia di “fare” e che hanno un grande rispetto per il personale che dirigono.

Due persone “fuori dal coro”, che non hanno connivenze o complicità con l’estabilishment dell’amministrazione penitenziaria, soprattutto quello che è fossilizzato al dap da decenni o che fa riferimento a questo o a quel dirigente generale (qualcuno addirittura in pensione).

Due persone che, finalmente, lavorando in sinergia e con lealtà istituzionale, potrebbero rompere quella deleteria tradizione delle “cordate” che ha sempre contrapposto capo e vice capo a discapito  dell’efficienza e della “buona amministrazione”.

Anche Santi Consolo, infatti, è un galantuomo.

L’ha dimostrato durante la sua, pur breve, permanenza al dap dove, sebbene schiacciato in mezzo all’antagonismo personale e professionale tra Franco Ionta ed Emilio Di somma, ha comunque portato avanti il suo incarico con grande dignità professionale e modi da  gentleman.

Nonostante contrapposizioni ed avversità, non è stato un vaso di coccio tra vasi di ferro.

Si è occupato in prima persona del censimento della popolazione detenuta in relazione agli spazi occupati ed è stato proprio lui, per primo, ad estimare le metrature delle carceri italiane (fino ad allora il dap non aveva mai avuto dati certi sulla capienza dei penitenziari italiani ed utilizzava stime posti/detenuto secondo i parametri posti/letto ospedalieri).

Ha svolto, anche, con grande professionalità e con l’apprezzamento unanime delle organizzazioni sindacali, la funzione di Presidente della Commissione di Garanzia prevista dall’articolo 29 del CCNL.

Mi sembra proprio, insomma, che ci siano tutte le premesse per sperare in una proficua dirigenza del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, senza inutili protagonismi e sterili contrapposizioni, con la collaborazione tra due personaggi di alto profilo e provata professionalità, quasi come nel periodo aureo di Nicolò Amato e Edoardo Fazioli.

La ciliegina sulla torta sarebbe l’avvicendamento totale del vecchio estabilishment con l’arrivo di nuovi dirigenti che somiglino ai rimpianti Falcone, Condemi, Suraci...

Nel frattempo, e perlomeno fino alla registrazione del decreto di riorganizzazione del dap (che ridurrà  i Vice Capi a uno) rimarrà in prorogatio anche Luigi Pagano che probabilmente perderà le funzioni vicarie a favore di Mauro Palma quando questi arriverà.

Comunque vada a finire, Luigi Pagano ha avuto la soddisfazione di fare il Capo DAP per più di sette mesi.