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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/01/2010  -  stampato il 04/12/2016


A Roma sono partiti i Saldi…al SADAV. La poltroncina del Comandante di Reparto è in…liquidazione

Alcuni giorni fa ho saputo, dalla viva voce del Dr. Donato Capece, che sul sito poliziapenitenziaria.it è possibile esprimere il proprio pensiero e le proprie opinioni (spero che in questo paese sia ancora possibile farlo) sugli eventuali argomenti d’interesse e che, comunque, rientrino nella sfera del pianeta carcere.

Non essendo un esperto conoscitore di siti e blog, colgo l’occasione per chiarire un mio commento (primo ed unico) pubblicato sul sito di polpen.it in relazione alla puntata di MATRIX dove si parlava di Carcere e di Polizia penitenziaria.
 
Dopo qualche giorno le persone che ben conoscono il sottoscritto da quasi tre decenni trascorsi nell’Amministrazione e che hanno anche condiviso anni di vita lavorativa nel pieno rispetto delle regole e della legalità hanno registrato in quelle poche righe un forte ed emotivo senso di rabbia che non riuscivano a comprendere.
 
L’articolo su MATRIX lamentava l’assenza dell’Amministrazione ma ciò che più mi ha colpito è stato il commento circa il fatto che ai bambini da piccoli si insegna che quando c’è qualcosa che non piace è meglio guardare dall’altra parte.

La mia condivisione dell’articolo era quindi centrata esclusivamente su questi due aspetti “Assenza Amministrazione” e “Bambini educati a far finta di nulla”, aspetti che in questi ultimi due anni di lavoro dello scrivente hanno caratterizzato e scandito ogni singolo giorno di lavoro nella sede dove attualmente presto servizio.

In quel commento rappresentavo il fatto che provengo da una regione dove da bambini cercano di insegnarti a far finta di non vedere, di non sentire e di non parlare (avete presente le tre scimmiette?), ma già da ragazzo questo modello comportamentale non ha mai fatto breccia nella mia personalità e per questo sono stato, a volte, considerato una persona al di fuori dal coro e confermo ancora adesso che questa mia caratteristica mi ha creato e mi creerà situazioni di isolamento ed attrito con il mondo del lavoro.
 
Le regole che ho sempre rispettato non mi permettono di entrare nel merito e nei particolari delle vicende che hanno caratterizzato questi ultimi due anni di lavoro presso il S.A.D.A.V. di Rebibbia, sia per il sottoscritto in qualità di Comandante di Reparto, che per tutto il personale del Corpo e non in servizio nel reparto.
 
Ma i conoscitori delle vicende e dinamiche interne del S.A.D.A.V. sanno bene di cosa si tratta e comunque desidero esprimere il mio rammarico per come i miei superiori gerarchici e funzionali, nonostante siano stati informati, non hanno ad oggi assunto alcuna iniziativa atta a salvaguardare sia lo scrivente che tutto il personale coinvolto nella denuncia di alcuni comportamenti della Direzione per i quali correva l’obbligo giuridico di riferire all’Autorità Giudiziaria.
 
L’unica iniziativa formale dell’Amministrazione conosciuta dallo scrivente è quella di prevedere la sostituzione dello scrivente con altro Comandante del Reparto del Ruolo Funzionari; tale iniziativa, pur se formalmente inoppugnabile, interviene, secondo il parere dello scrivente, nel momento meno opportuno potendo essere interpretata dal personale coinvolto nella vicenda SADAV come un esempio di (...) e qui lascio a voi ogni personale e doverosa interpretazione.
 
Per queste vicende i siti d’informazione on-line non hanno mostrato alcuna attenzione alla questione S.A.D.A.V. ad esclusione, meritevole e degna di rispetto, del S.A.P.Pe. e del suo Segretario Generale in particolare.
 
Donato Capece e tutti i quadri sindacali del S.A.P.Pe. hanno prestato sempre attenzione alla situazione del vestiario del personale ed, in particolare, alla situazione gestionale del SADAV e dei suoi magazzini e, quindi, all’utente finale che attende il vestiario nei singoli istituti e servizi del territorio nazionale.
 
In particolari momenti di difficoltà del personale del S.A.D.A.V. nelle vicende interne gestionali Donato Capece è intervenuto con puntualità ed attivamente con la sua presenza nella struttura, significando che è stato l’unico Segretario Generale che ha fatto visita alla struttura per rendersi conto personalmente della situazione e si è intrattenuto con il personale in assemblea per ascoltare tutte le lamentele del personale e le loro aspettative per un futuro di lavoro sereno.
 
Anche in questi ultimi mesi l’attenzione sulle problematiche del S.A.D.A.V. da parte del S.A.P.Pe. è stata unica e degna di nota, mentre in generale si è registrata una silente inerzia alle citate problematiche gestionali del S.A.D.A.V.
 
Quando il personale del Corpo del SADAV è stato oggetto di ingiustizia e/o forme di prevaricazione il S.A.P.Pe. era lì a fronteggiare con ogni mezzo a disposizione tali atteggiamenti.
 
Grazie a Donato Capece da parte mia e da tutto il personale del SADAV.
 
In ultimo, vorrei precisare che non ho la pretesa di essere l’unico detentore di verità o di giustizia, ma rivendico la pretesa di essere un uomo, un lavoratore, un padre di famiglia che ha sempre rispettato le regole e la legalità quali principi fondamentali della propria vita che ha trasmesso ai propri figli.
 
Ritengo comunque di poter affermare che tali principi, a volte, non sono rispettati da coloro che dovrebbero essere i detentori di ciò e comunque non ci si può perdere d’animo, ma è necessario ed indispensabile seguire sempre la strada della legalità a qualsiasi costo.
 
Calogero Palmeri - Comandante del Reparto del S.A.D.A.V.