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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/01/2015  -  stampato il 29/03/2017


Parola d’’ordine: disinnescare Santi Consolo

Come ad ogni cambio di Capo DAP, il copione si ripete nella sua straordinaria efficacia. E’ un meccanismo “naturale”, spontaneo, che non ha bisogno di preparazione.

Del resto si tratta di una questione di sopravvivenza... 

Confessioni di un ex Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria al momento della sua partenza

E’ il tempo dei “faccendieri”, quelli che sommergono il nuovo Capo DAP con fascicoli sulle questioni burocratiche, sull’alloggio, l’arredamento dell’ufficio, gli orari degli autisti (… e intanto gli prendono le misure).

E’ un metodo che potrebbe anche definirsi “mafioso”, ma in realtà mafioso non lo è. E’ un comportamento più antico, più primitivo, del tutto naturale, quello che di fronte all’’ignoto (ma che tipo è ‘sto Santi Consolo?), spinge tutti quelli che avevano trovato un proprio equilibrio nell’inefficienza del DAP, a presentarsi davanti al "nuovo" con le scuse più disparate cercando il modo di prenderlo per il verso giusto e sopravvivere così un altro giro di giostra nel proprio Ufficio.

Si tratta di professionisti che sono frutto di una selezione naturale che ha fatto sopravvivere i meno bravi sul lavoro, ma più bravi a farsi avanti per portare in dono qualcosa. I malcapitati nuovi Capi DAP vengono letteralmente sommersi e in genere non ci capiscono più niente per un bel po’ di tempo.

Santi Consolo è uno di quelli che fa paura, perché al DAP c’è già stato e molti lo avevano sottovalutato. Lo avevano relegato in una stanza del quinto piano  ( la posizione gerarchica delle stanze è tutto al DAP ... ) e lo avevano privato di ogni incarico, tanto c’era un altro più Illustre Vice Capo, il famigerato Emilio Di Somma ... un dirigente con i fiocchi.

Inoltre, il nuovo Capo DAP è stato preceduto dalla voce che lo vuole appartenente alla “cordata” Gratteri e Pignatone, due autentiche mine vaganti in uno stagno come quello del DAP, dove solo qualche mese fa si è riusciti a capire quanti posti-letto ci fossero per i detenuti (grazie a migliaia di telefonate dal centro alla periferia).

Non a caso la parola d’ordine al DAP in questi giorni è “disinnescare” Santi Consolo. A costo di allinearsi e coprirsi dietro i propri nemici, di stringere alleanze con l’altra corrente, di sorridere ed abbracciare chi ti ha accoltellato la volta scorsa. L'importante per ora è prendere tempo, evitare che Santi Consolo assuma decisioni che possano alterare l'equilibrio dei pesi e contrappesi del DAP che farebbero emergere inevitabilmente le tante incapacità dei Dirigenti e dei loro fedeli "dipendenti". 

Basti pensare ad esempio alla vicenda delle capienze delle carceri italiane che ha fatto impazzire un paio di Ministri e perdere sonno a più di un Dirigente Generale. Il tutto perché la Corte Eurpea dei Diritti... etc. ha voluto capire qualcosa sul reale sovraffollamento in Italia, altrimenti saremmo ancora qua a cercare di capire gli indirizzi esatti delle carceri... 

In un Paese normale dopo lo scandalo dei dati falsi sulla capienza delle carceri qualcuno sarebbe stato messo alla porta ... 

Al DAP invece, con migliaia di telefonate dalla Sala Situazioni alle carceri, si è riusciti a contare i posti-letto per i detenuti e, solo per aver aggiunto una riga su un foglio Excell, si parla già di "promozioni per meriti straordinari". 

Il DAP festeggia per aver saputo contare le celle disponibili: altre promozioni per meriti eccezionali in arrivo?

La previsione dei professionisti del Dap è che, a breve, le ripercussioni dei problemi della politica arriveranno a bloccare di nuovo tutto quello che concerne carceri e Polizia Penitenziaria e anche questo nuovo Capo DAP finirà per essere svuotato di tutti i suoi poteri come già avvenuto per tutti i suoi predecessori. Parola d'ordine quindi: "disinnescare Santi Consolo".

I Provveditori, dalla periferia, non diranno nulla e staranno a guardare. Ambiscono anche loro a poter accogliere, un giorno, un nuovo Capo DAP.

 

Confessioni di un ex Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria al momento della sua partenza

 

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