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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/02/2015  -  stampato il 07/12/2016


Ultime gitarelle sulle auto blu. Arrivano i buoni taxi e presto (speriamo) autobus anche per i dirigenti

Nel corso del 2015 saranno effettuati gli ultimi tagli alle auto blu,  con gradualità rispetto alle dimensioni del parco macchine di ciascuna amministrazione centrale.

Lo ha stabilito l’ultimo dpcm sulle auto blu, pubblicato in G.U. l'11 dicembre.

L’ultima sforbiciata alle auto blu  prevede un tetto massimo di 5 auto per amministrazione e dovrà essere ottenuta nei prossimi due mesi per gli enti che attualmente hanno a disposizione fino a cinquanta auto, entro giugno per quelli che ne hanno fino a cento mentre e entro fine 2015 per chi ne ha più di cento.

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Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri attua la riduzione già prevista nel dl sul bonus 80 euro convertito in legge a fine giugno, scaglionando la riduzione delle vetture anche a seconda della dimensione dell'ente.

Secondo le nuove direttive per le amministrazioni con meno di 50 dipendenti l'auto a disposizione sarà soltanto una, per quelle con un numero di addetti tra i 51 e i 200 potranno essere due,  fino a 400 dipendenti le auto diventeranno tre, poi quattro ed infine  un massimo di cinque veicoli per quelle con oltre 600 lavoratori.

Deroghe sono previste solo per il premier e per i vertici del Governo: in aggiunta ai limiti fissati, si legge, può essere "assegnata un'ulteriore autovettura, in uso esclusivo e limitatamente al periodo di durata dell'incarico, al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri", stabilisce sempre il decreto.

Viene specificato chiaramente che i limiti riguardano "ciascuna amministrazione centrale dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, ivi comprese le strutture di cui si avvale ciascun Ministro senza portafoglio, le Forze di polizia le Forze armate e le Agenzie governative nazionali, comprese le agenzie fiscali".

Per ora quindi si tratta dello Stato ma il decreto stabilisce che anche le regioni e gli enti locali, nell'ambito di rispettiva competenza, adeguino i propri ordinamenti a quanto previsto.

Inoltre viene precisato nel dpcm che "l'utilizzo delle autovetture di servizio a uso non esclusivo a disposizione di ciascuna amministrazione" sia "consentito solo per singoli spostamenti per ragioni di servizio, che non comprendono lo spostamento tra abitazione e luogo di lavoro in relazione al normale orario di ufficio".

Il decreto del presidente del consiglio dei ministri stabilisce anche le modalità con cui l'amministrazione si 'libererà' delle vetture in eccesso: "mediante procedure di dismissione delle stesse a titolo oneroso", ovvero vendendole, oppure cedendole a "titolo gratuito alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte nell'anagrafe unica delle Onlus", che prestano "servizi di assistenza sociale e sanitaria".

Un'altra novità che emerge dal testo pubblicato nella gazzetta Ufficiale dell'11 dicembre riguarda le due possibilità concesse a una pubblica amministrazione che debba far fronte ad improrogabili esigenze di servizio: oltre a potere ricorrere ai buoni taxi, "previa stipula di convenzioni con gli operatori del settore", si menziona anche "l'utilizzo condiviso delle autovetture di servizio o taxi per percorsi, in tutto o in parte, coincidenti".

Speriamo che al più presto arrivino anche i biglietti e gli abbonamenti a metropolitane ed autobus in maniera che questi Grandi Dirigentoni tornino finalmente con i piedi sulla terra, in mezzo agli altri esseri umani!

Chissà che in questo modo non migliori anche la qualità dei servizi pubblici di trasporto

 

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