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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/01/2015  -  stampato il 02/12/2016


I ragazzi della Torreggiani, Santi Consolo e la Sala Situazioni

Alla fine era diventata una cosa nota a tutti, al punto che l’ex Capo DAP Franco Ionta l’aveva messo nero su bianco (Il Capo DAP ha perso il controllo della situazione e lo ammette candidamente in una lettera ai Direttori Generali!): il Dap perdeva ogni contatto e ogni controllo sugli istituti penitenziari dopo l'ora di pranzo, fino a diventare completamente cieco e sordo il sabato e la domenica.

La questione è salita alla ribalta delle cronache con la vicenda delle capienze detentive, ed allora addirittura il Ministro della Giustizia ha ammesso che la situazione era fuori controllo, anzi, addirittura artefatta: Clamorosa dichiarazione del Ministro Cancellieri che solleva lo scandalo dei dati falsi del DAP sul sovraffollamento.

Tutto ciò, nonostante e a dispetto della famosa “Sala Situazioni”, organismo nato per avere un resoconto in tempo reale degli istituti e che, invece,  non ha mai avuto sotto controllo un gran che. Sala Situazioni del DAP: qualcuno non la racconta giusta

Pur tuttavia, grazie a migliaia di telefonate dal DAP alle matricole delle carceri e ad un’applicazione di un oscuro poliziotto del CED, l’Italia ha potuto schivare la prima verifica dell’Europa sulla sentenza Torreggiani, facendo posticipare la seconda a maggio 2015.

Un risultato eccezionale, che ha salvato la faccia all’Italia, ma non la poltrona a Tamburino: Il DAP festeggia per aver saputo contare le celle disponibili: altre promozioni per meriti eccezionali in arrivo?

Ora l'arduo compito di schivare anche la seconda verifica ed evitare una eclatante e costosa condanna è passato al nuovo Capo DAP Santi Consolo che, però,  sembra aver avuto l’occhio lungo (o il consiglio giusto) di bypassare la Sala Situazioni e rivolgersi direttamente a chi il lavoro informatico lo sa fare veramente…

Questo è stato, sicuramente, un piccolo passo per il Capo del DAP, ma è stato un grande passo per l’Amministrazione penitenziaria.

Con questo gesto Santi Consolo ha iniziato la prima, e speriamo consapevole, rivoluzione: rivolgersi direttamente a chi ha le competenze e le capacità professionali, senza affidarsi a tutta quella inutile nomenklatura che si frappone tra chi deve decidere e chi lavora veramente.

Complimenti Presidente!