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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/02/2015  -  stampato il 03/12/2016


Il Dap prossimo venturo: le grandi manovre dei dirigenti generali

Com’è ormai noto a tutti, il Dpcm di riorganizzazione del Ministero della Giustizia è giunto in dirittura d’arrivo. Dovrebbe essere approvato dal prossimo Consiglio dei Ministri.

Secondo il decreto il nuovo Dap sarà articolato in due direzioni generali (personale e detenuti) e un istituto superiore di formazione. Al vertice del dipartimento un capo e un vice capo.

A questi cinque dirigenti generali si andranno ad aggiungere altre undici posti di funzione a capo di altrettanti provveditorati regionali.

Se verrà confermato l’arrivo del Prof. Mauro Palma ci potremmo trovare di fronte ad una situazione con diciassette dirigenti generali per sedici posti di funzione.

Ricapitoliamo.

Santi Consolo, capo dap, Mauro Palma, vice capo e, nell’ordine: Pagano, Turrini Vita, Piscitello, De Gesu, De Pascalis, Di Paolo, Contestabile, Acerra, Veneziano, Martone, Rusteni, Cantone, Buffa, Sbriglia e Fabozzi.

Tutti costoro, da Pagano fino a Fabozzi, rimarrano senza funzioni perché decaduti dall’incarico per effetto del nuovo decreto.

Tenuto conto che nessuno andrà in pensione nel 2015 (la prima sarà la Di Paolo a dicembre), sono già in corso grandi manovre per l’assegnazione dei nuovi incarichi.

Una delle ipotesi possibili potrebbe essere la promozione a capo della Giustizia Minorile (ora anche Esecuzione Penale Esterna) di Riccardo Turrini Vita, che libererebbe in tal modo il posto mancante andando ad occupare altre dotazioni organiche.

La soluzione sarebbe molto gradita all’attuale direttore generale del personale che, in alternativa, ambirebbe alla poltrona di vice capo (qualora non venisse più Palma) o, come terza e ultima alternativa, alla direzione del nuovo Istituto Superiore della Formazione.

Altro candidato alla seconda carica del Dap (sempre salvo Palma) l’attuale provveditore dell’Emilia Pietro Buffa. Resta, ovviamente, papabile anche l’odierno vice capo Luigi Pagano.

Aspiranti alla successione di Turrini sono lo stesso Buffa, Massimo De Pascalis e Gianfranco De Gesu. Outsider Carmelo Cantone da Firenze.

Più complicata la partita dei provveditorati dove sembra certa soltanto la nomina di Sbriglia a capo del Triveneto, la conferma di Martone in Puglia, quella della Di Paolo a Roma e, forse, quella di Veneziano in Sicilia.

Sembra senza speranze l’ambizione di Silvio Di Gregorio ad ascendere alla dirigenza generale tramite le funzioni vicarie in Sardegna (almeno fino a dicembre e salvo che Fabozzi non decidesse di andarsene anticipatamente in pensione come confidato a qualcuno).

Proprio quel posto in Sardegna potrebbe essere l’incubo di qualche provveditore, soprattutto della Rusteni, che vedrà scomparire quelli che dirige attualmente (Perugia e Ancona).

Insomma, chi pensava e sperava in un futuro più semplice dovrà avere ancora un po’ di pazienza perché adesso è il momento degli accreditamenti e delle raccomandazioni.

Chi arriverà più in alto sceglierà per primo, un po’ com’è stato per le assegnazioni di sede dei vice ispettori.

Come dire … chi la fa, la aspetti!