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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/02/2015  -  stampato il 04/12/2016


Le ragioni di una riforma penitenziaria: i nuovi compiti

La Commissione Gratteri ha pensato nuovi compiti e nuove funzioni per la Polizia Penitenziaria.

Occorre naturalmente ricordare che si tratta di uno studio, la cui fattibilità è rimessa alla volontà politica. Senza svelare alcun segreto, ma come già è stato anticipato nei mesi scorsi tra le proposte vi sono alcune nuove competenze funzionali che proietterebbero le attività del nuovo Corpo fuori dalle cinte murarie. Ed in particolare: - la sorveglianza sui soggetti in detenzione domiciliare o in misure alternative;- la sicurezza e scorta dei magistrati e dei palazzi di giustizia; la esecuzione dei provvedimenti restrittivi della libertà, ove disposto dai magistrati, in conseguenza dei provvedimenti giudiziari definitivi, ivi compresa la ricerca e la cattura dei latitanti; - la sicurezza dei collaboratori di Giustizia, con l’assorbimento da parte del nuovo Corpo di Giustizia del Servizio Centrale di Protezione.

Si tratterebbe di nuovi e prestigiosi ruoli, che avvicinerebbero il Corpo alla polizia di Giustizia ed ai Marshall, reparti di punta della polizia americana. Ma la vera e più grande novità sarebbe rappresentata dalla elaborazione e gestione da parte del Corpo delle politiche sulla sicurezza penitenziaria, direttamente alle dipendenze del Ministro della Giustizia. Un compito che oggi è rimesso al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, struttura amministrativa complessa con funzione di vertice-snodo tra ministro e polizia.

Aspettiamo gli esiti e incordiamo le dita.

Le ragioni di una riforma penitenziaria: la memoria e gli uomini