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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/02/2015  -  stampato il 10/12/2016


Sedici colleghi sospesi: caccia alle streghe o caccia di facili consensi?

Il Ministro della Giustizia convoca, il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, per avere chiarimenti circa i commenti definiti "intollerabili".

Premetto che anche io li ho trovati fuori luogo, anche se sono pienamente cosciente che certe esternazioni scritte, molti le hanno nella testa.

Quello che più mi lascia perplesso è la solerzia con la quale si è aperta la caccia alle streghe, la solerzia con la quale una “mandria” (si ho scritto mandria e, l’ho fatto non a caso), di “indignados” ha pontificato sulle eventuali soluzioni da adottare.

Nessuno di tali “pontificatori”, si è fatto sfiorare minimamente dalla opportunità di accertare preliminarmente le cause dei tanti suicidi in carcere, tra la popolazione detenuta e tra gli operatori della Polizia Penitenziaria.

Il Capo DAP convocato dal Ministro per delle amenità scritte con superficialità imbarazzante e, non per il suicidio avvento, ovvero per l’evento, in quanto avvenimento critico di estrema gravità.

Penso a tutte le volte che un uomo in uniforme blu louise si è suicidato e, nessuno ha sentito il bisogno di impietosirsi o di indignarsi, nessuno mai si è degnato di leggere con altrettanto livore critico i numerosi post con altrettante idiozie scritte da facinorosi delinquenti e idioti, compresi i professionisti della politica e del giornalismo nostrano.

Il Ministro, si preoccupa della brutta figura, non tiene conto del malumore che la classe politica stessa sta alimentando.

Provocare, anziché smorzare gli animi, è un segnale che caratterizza l’assenza di disponibilità alla risoluzione dei problemi.

Cercare di capire il perché di così tanti eventi autolesionistici, nel mondo penitenziario, che coinvolgono indistintamente detenuti e poliziotti, sarebbe doveroso, anche perché il problema non nasce a Milano, il problema si reitera ormai da anni.

Il rispetto per qualsiasi vita umana prima di tutto, indistintamente se sia un poliziotto o un detenuto ma, anche dignità e rispetto per chi lavora ormai da anni in condizioni che definire critiche è un eufemismo.

Sono questi gli elementi essenziali per non provocare suicidi in ambito penitenziario. Cercano la pagliuzza, ma non vedono la trave..

E basta con strumentalizzazioni, cercate soluzioni per noi e per loro, non per l'opinione pubblica.

Capisco che la necessità di dare un “segnale politico”.Tralascio le considerazioni che sarebbero doverose, riguardo al caso CUCCHI, nonostante il personale sia stato assolto in entrambi i gradi di giudizio, lì non serviva informare i media, rivendicare l’estraneità del personale non era un operazione mediatica portatrice di voti facili.

Ma per favore, non fatevi pubblicità anche con questa triste vicenda, comprendo che evidenziare e stigmatizzare per suscitare interesse è uno dei principali target della Comunicazione, creare un interesse virtuoso intorno ad un argomento equivale ad avere una ridondanza mediatica, spendibile al momento opportuno, ma non siete in campagna elettorale, risolvete le criticità per favore, in poche parole, cercate di lavorare, che non guasta neanche per voi.

Semplice fare campagna elettorale sull’onda delle emozioni….

Debutto anche io…. Hai visto mai, inizio a raccogliere consensi tra i miei colleghi, che poi proprio pochi non sono…