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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/03/2015  -  stampato il 04/12/2016


Sospensioni per le frasi su facebook: ipocrisia senza eguali

Ritorno sulla questione dei sedici sospesi, perché sono indignato per come è stata gestita dai vertici dell’Amministrazione e dal vertice politico. Ho riscontrato un’ipocrisia che ha non eguali.

Mi sembra di assistere alla pantomima di un elefante che si muove in modo incauto in un negozio di cristalli, si rende conto del danno che esiste e, prova a nascondersi dietro una piantina di fragole.

Questo è stato fatto!

Esiste un dramma quotidiano che si vive negli Istituti penitenziari, sia per chi ci deve soggiornare suo malgrado, sia per chi ci lavora e tutti persistono ad enfatizzare comportamenti deprecabili, ma non guardano in faccia la reale situazione. Allora butto lì la mia ennesima provocazione, so per certo che nessuno avrà il testosterone per raccoglierla, ma lo faccio ugualmente.

Prendendo spunto dalla trasmissione “un Boss in incognito”, consiglio ai nostri vertici politici ed amministrativi, di individuare dei dirigenti e/o funzionari, dei politici, dei giornalisti e degli opinionisti, che chi assumano l’onere di certificare la reale situazione delle nostre carceri. Iniziando dalle precarie condizioni di lavoro che investono tutti i giorni i miei colleghi. Vengano per un congruo numero di giorni a fare le "guardie" in sezione. Che vengano a constatare cosa significa stare in sezione da soli, con 50/60 detenuti "aperti".

Vedere che cosa accade in Istituti dove prendere una “moka” in faccia, rischiare uno sputo condito da sangue infetto è la norma. Assaporare con tutti i sensi la “puzza” della galera, l’aria pesante pregna di tensione, dove una parola di meno o di troppo, rischia di scatenare un inferno. Assistere ad un atto di autolesionismo tipico, quello più consueto, in pratica assistere al detenuto di turno che si infligge ferite che richiederanno decine di punti di sutura, e dover intervenire, senza alcuno strumento di protezione (quelli bravi avrebbero scritto DPI), in barba a tutte le norme che tutelano la salute dei lavoratori, intervenire comunque e sempre pur essendo consapevoli di rischiare un infezione letale, (epatite C, AIDS ecc).

Venite a vedere cosa accade, quando uno o più detenuti, si barricano in cella e danno fuoco alla cella, essere costretti ad intervenire senza alcuna protezione per le fiamme e per il fumo. Venite a vedere, la professionalità degli assistenti sociali e delle associazioni di volontariato, affinché vi possiate rendere conto delle discriminazioni di cui fanno oggetto il personale del Corpo.

Provate ad alzarvi la mattina, consapevoli che state andando ad affrontare l’ennesimo turno di lavoro, consapevoli di avere la certezza che avrete davanti a voi 8 ore di litigi, durante le quali subirete: insulti, sputi, aggressioni fisiche il tutto condito dalla cecità e sordità di una Amministrazione jurassica, che affronta i problemi reali, con l’agilità di un bradipo in coma, mentre per accontentare l’opinione pubblica, si muove agile e scattante come un mamba, colpendo senza scrupoli i propri figli.

Quello che più stride nella vicenda, per la quale, a scanso di ogni equivoco che possa dar adito a strumentalizzazioni, ribadisco che a mio modesto avviso i post pubblicati sono deprecabili, è la totale negazione del diritto alla difesa a quei sedici sciocchi, colpevoli di un peccato veniale.

Quello che più lascia perplessi è, che questa negazione venga da chi per antonomasia deve tutelare il diritto. Il Guardasigilli, ovvero colui appone il visto e il Gran Sigillo dello Stato su tutte le leggi e i decreti firmati dal Presidente della Repubblica e sui Decreti Ministeriali, ne cura la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e l'inserimento nella Raccolta Ufficiale degli atti normativi ed un alto magistrato, che ha ricoperto il delicato incarico di Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello, in pratica, colui che tra le tante funzioni, garantisce il corretto ed uniforme esercizio dell'azione penale ed il rispetto delle norme sul giusto processo.

Quindi, dopo queste due autorevoli prese di posizione, all’unisono si registra la levata di scudi, di politici che sono sulla scena da decenni, ed hanno contribuito allo sfacelo attuale, tipo l’On.le Bindi, oppure sei costretto a leggere comunicati farneticanti di associazioni di questa o quella categoria, che conoscono il carcere valutandone le condizioni a senso unico, esclusivamente dalla parte del reo, mai valutato dalla parte di chi prova, con pochi mezzi ed ormai anche poca voglia a far rispettare la legalità.

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Questo, che cosa ha determinato? Sedici padri di famiglia, sono stati sospesi dal servizio, è percepiranno il 50% del trattamento economico, al netto delle voci accessorie. Tutto questo, nel Paese padre del “diritto” dove a costoro è stato negato ogni diritto alla difesa e qualsivoglia attenuante, anche generica.

Di contro, dobbiamo assistere ad un innumerevole numero di condannati ed indagati che votano in parlamento le leggi penali dello Stato (sic), di condannati che continuano a percepire vitalizi e, nonostante tutto, continuiamo a leggere nei tribunali la frase “la Legge è uguale per tutti”.

Per farvi comprendere di cosa parlo, scorrete questa lista, tutte persone che percepiscono per intero lo “stipendio” da parlamentare: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/30/cento-parlamentari-condannati-imputati-indagati-o-prescritti/368539/

Rinnovo il concetto, per confezionare pubblicità a proprio favore, non è poi difficile insinuarsi nelle crepe che inevitabilmente si creano in qualsiasi sistema, basta sapere come sfruttarle a proprio vantaggio.

Detto questo, vi invio i miei più sinceri ringraziamenti, mi state insegnando come fare campagna elettorale, pubblicità sfruttando gli eventi e volgere a proprio favore anche un Evento negativo.

Insomma, un master gratuito, non capita tutti i giorni e, sarebbe imperdonabile non sfruttarne le potenzialità.

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