www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/02/2015  -  stampato il 09/12/2016


Il Dap prossimo venturo. La corsa alle stanze che rimarranno vuote, soprattutto al piano terra

Siamo sempre in attesa che il Consiglio dei Ministri approvi il Decreto di riorganizzazione del Ministero della Giustizia e quindi del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

Il prolasso di tempo per la firma del documento lascia spazio ad innumerevoli indiscrezioni e a qualche dubbio sulla validità dell'impianto.

In particolare, una delle indiscrezioni rivela un ripensamento circa la soppressione della direzione generale dei beni e dei servizi, sulla necessità che rimanga sarebbe ormai convinto Santi Consolo.

Inevitabilmente, circola non poca preoccupazione nei corridoi, per le scale e dentro gli ascensori del palazzone di Largo Daga laddove decine e decine di dirigenti stanno per perdere il posto per decadenza dall'incarico.

Altrettanto inevitabilmente, ci saranno considerevoli ricadute anche sul restante personale in servizio al Dap.

La soppressione di una direzione generale, o di un ufficio o anche di una sezione, infatti, comporterà inevitabilmente una riduzione di personale.

E' il caso, ad esempio, della direzione generale beni e servizi o di quella dell'esecuzione penale esterna o dei numerosi uffici di staff che verranno soppressi.

Senza contare, poi, che la riorganizzazione andrà a calarsi sulle piante organiche del Dap, di recente individuate ed ancora non rimodulate.

In realtà, infatti, per quanto riguarda la Polizia Penitenziaria è stata stabilita una pianta organica di poco più di cinquecento unità, a fronte della presenza al dipartimento di più di ottocento poliziotti, oltre trecento dei quali in posizione di disatacco temporaneo.

A rigor di logica, il primo impatto dovrebbe portare alla riduzione del personale in servizio nelle unità organizzative che saranno soppresse: BIlancio, Beni e Servizi, Esecuzione Penale Esterna, Uffici di Staff e CED.

A proposito del Centro Elaborazione Dati, c'è da dire che è pressochè certa la sua soppressione (peraltro più volte preannunciata da precedenti provvedimenti che indicavano la necessità di avere non più di un Centro per Ministero). Probabilmente, il personale più qualificato del Ced potrebbe essere ricollocato alla DGSIA mentre il restante, come quello in esubero nelle altre unità organizzative soppresse, dovrebbe essere restituito al servizio di istituto.

Il Direttore del Ced, infine (figura ibrida proveniente dall'Arma dei Carabinieri), cesserà senza particolari conseguenze dall'incarico, probabilmente senza lasciare alcuna traccia della sua breve permanenza.

Singolare, infine, l'affannarsi di qualcuno nella corsa all'accaparramento delle stanze che rimarrano libere soprattutto per quello che riguarda proprio il CED, oggetto del desiderio di più di un dirigente.