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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/03/2015  -  stampato il 04/12/2016


La legge č uguale per tutti! Saldi! Sconti! Tagli! Evviva L’ITALIA ipocrita! Evviva l’Europa delle banche!

Con il d.l. 92/2014 il Governo Italiano ha istituito a titolo un risarcimento speciale nei confronti dei detenuti ed internati che sono stati ristretti in istituti sovraffollati dove, a causa del sovraffollamento, sono stati violati i requisiti minimi previsti dalla CEDU rispetto allo spazio di vivibilità.

Così il nostro Governo, anche sulla scorta della sentenza  “ pilota” Torreggiani, nella quale veniva riconosciuta dalla Commissione Europea  la violazione da parte del sistema penitenziario italiano dell’art 3 della CEDU,  ha avviato una attività di interventismo d’emergenza che ha prodotto sicuramente dei risultati ... Ma quali?

Non si è guardato tanto al principio, piuttosto al risultato da raggiungere, ossia quello di deflazionare in tempi rapidi il sistema penitenziario Italiano per evitare una pioggia di ricorsi da parte di tutti i detenuti  e di conseguenza altre sentenze Torreggiani.

I provvedimenti presi dal Governo sono stati diversi, ma ciò che è più scandaloso dal nostro punto di vista, che va in un'unica direzione, è quel provvedimento definito di natura speciale, che riguarda il risarcimento disposto nei confronti dei detenuti ed internati (anche ex) disciplinato con l’inserimento dell’art 35 ter nell’O.P. del principio secondo il quale i detenuti e gli internati che stiano subendo un pregiudizio grave ed attuale dei propri diritti, in conseguenza delle condizioni detentive in cui si trovano, possono rivolgersi al Magistrato di Sorveglianza al fine di ottenere una riparazione in forma specifica consistente in uno “ sconto” di pena ancora da espiare pari ad 1 giorno ogni 10 di pregiudizio subito, in alternativa – nel caso in cui il pregiudizio sia stato inferiore ai 15 giorni o in caso in cui lo “sconto” sia maggiore del residuo di pena – un risarcimento in forma monetario, pari a 8 euro per ogni giorno di pregiudizio subito.

Il terzo comma dell'art 35 ter, poi, si rivolge a coloro che hanno finito di scontare la pena detentiva o hanno subito il pregiudizio durante un periodo di custodia cautelare non computabile nella pena da espiare. In questo caso, i soggetti possono rivolgersi entro sei mesi dalla cessazione della pena detentiva o della custodia cautelare al Tribunale Civile, al fine di ottenere un risarcimento in forma monetaria, sempre nella misura di 8 euro per ogni giorno di pregiudizio subito.

Tutto questo in piena crisi economica e nel periodo della  spending review!

Mentre dall'altra parte i Governi a partire dal 2007, hanno reso merito al gravoso  lavoro della Polizia Penitenziaria:

§ congelandogli gli stipendi;

§ bloccando il turn over;

§ modificando  il sistema pensionistico e innalzando l'età pensionabile;

§ diminuendo le risorse economiche in tutti i settori importanti quali la formazione e l'aggiornamento professionale;

§ addirittura sono state ridotte le risorse per gli incentivi proprio nel momento di più grave difficoltà ed aumento dei carichi di lavoro;

§ ed in ultimo, ciliegina sulla torta, siccome non bastava si sta cercando in ogni modo di far pagare il canone di affitto ed uso degli alloggi collettivi, in molti casi davvero indecorosi, al personale di polizia che vive presso le caserme degli istituti penitenziari.

Altra grande scorrettezza da paese dittatoriale, piuttosto che da stato di diritto quale si definisce lo Stato Italiano,  è stata l'inserimento nella legge di stabilità della interpretazione autentica effettuata dal legislatore rispetto alla considerazione delle modalità di calcolo dell'orario settimanale di servizio e della corresponsione del riposo settimanale, tutto questo per evitare i risarcimenti a tutti gli uomini in divisa a seguito delle delibere delle varie autorità giudiziarie che stavano dando ragione alle questioni sollevate rispetto l’interpretazione delle regole contrattuali.

Considerati i fatti espressi fino ad ora, questioni talmente scandalose che qualunque persona con un poco di ragione e buon senso definirebbe tali, io ritengo che anche il personale di Polizia Penitenziaria possa chiedere l’intervento della Comunità Europea perché se è vero che i detenuti hanno subito un grave danno e pregiudizio a causa del sovraffollamento credo che lo stesso danno sia stato subito anche dai detenenti.

Oppure i detenenti, perché persone oneste, debbono subire ogni sorta di ingiustizia e violazione in silenzio secondo il motto “usi obbedir tacendo e tacendo morir” ?

Privare un uomo della libertà è un atto sociale necessario, ma privarlo della propria dignità di uomo è un grave delitto.

E che cosa è, allora, privare un poliziotto degli strumenti, della sicurezza sul lavoro, delle risorse materiali indispensabili a supportare ed ad alimentare quella fiammella che sostiene quell’incosciente vocazione al sacrificio, che nutre lo spirito, che stimola e motiva un uomo ad imprese coraggiose, che gli fa compiere degli atti eroici, che rende il ruolo del poliziotto un simbolo positivo, un esempio da emulare, un valore aggiunto, che  deve essere riconosciuto solo  a chi è disposto a mettere in discussione la propria vita per un ideale di giustizia, di onestà ,di lealtà, di altruismo?

Tutta la disattenzione che la politica sta riservando al comparto sicurezza e le strumentalizzazioni degli ultimi tempi, stanno facendo vacillare ed ondeggiare la fiammella, il vento della superficialità, della disattenzione con la quale si sta trattando l’intero comparto sicurezza del Paese, stanno spegnendo quel fuoco che alimenta il simbolo, stanno mettendo in seria discussione l’onore che deve essere riconosciuto a chi indossa una divisa con merito; questa disattenzione sta incidendo fortemente sulle motivazioni necessarie affinché lo spirito di sacrificio alimenti ancora il servitore dello Stato, ed è questo il secondo grande delitto.