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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/03/2015  -  stampato il 04/12/2016


Caro CED ti scrivo (capitolo tre): Direzione Generale Detenuti e Trattamento scrive ai PRAP

Come al solito. quando il DAP viene tirato in ballo su questioni che riguardano l’organizzazione del lavoro in generale e soprattutto quando vengono contestati i dati reali, insorge il “singolo”, si adira l’impiegato, grida vendetta il Direttore e si pianificano ritorsioni contro la “spia” che ha osato contestare e sollevare il problema, perché al DAP i problemi non esistono: va tutto bene.

Sono bastati due articoletti per sollevare un vespaio con indici puntati e promesse di vendetta contro lo scrivente e i suoi “amici”, presunti o reali.

Non mi resta che prenderne atto, per l’ennesima volta. Del resto era tutto già stato ampiamente previsto. Scrivo questa premessa con la sola speranza che a forza di leggere e rileggere per cercare una migliore vendetta, forse qualcuno riuscirà anche a capire che le questioni che ho/abbiamo sollevato, non sono semplici diatribe personali, né schieramenti tra clan avversi. Semplicemente sono problemi reali che andrebbero affrontati.

A dimostrazione che qui non si sta cercando di accusare né la singola persona, né il singolo Ufficio, in questa terza puntata ci occupiamo di una questione che riguarda anche la Direzione Generale Detenuti e Trattamento del DAP (con la quasi certezza che almeno il Magistrato chiamato in causa saprà comprendere e apprezzare il mio/nostro spirito costruttivo), con il solo intento di “allargare” il discorso e cercare di dimostrare come il problema non dipenda dal solo Uffico per lo Sviluppo e la Gestione del Sistema Informatico Automatizzato (CED), ma riguarda la struttura stessa del DAP e il suo funzionamento.

 

DIREZIONE GENERALE DETENUTI E TRATTAMENTO SCRIVE AI PRAP

LEGGI LA LETTERA ORIGINALE DELA DGDT (PDF)

Il 5 marzo 2015 il Direttore Generale Detenuti e Trattamento ha scritto ai Provveditorati chiedendo il “numero dei detenuti cittadini UE non italiani che sono stati trasferiti ex artt. 4-8 del d.lgs n. 161 del 2010 (c.d. procedura attiva), se possibile distinguendo tra soggetti stranieri comunitari condannati ad una pena superiore ai 3 anni di reclusione e detenuti stranieri comunitari con pena inflitta inferiore ai 3 anni di reclusione, ma per reati che prevedono una pena detentiva superiore a 3 anni di reclusione. Il periodo di riferimento è quello compreso tra gennaio 2012 e la data odierna. Ai fini di una semplificazione della ricerca, è possibile limitare il campo di indagine ai soli cittadini rumeni trasferiti”.

Confesso che io non c’ho capito nulla, ma il mio amico “dileggiatore” della Matricola sapeva perfettamente di cosa si parlasse e mi ha posto la solite domande che mi fa da dieci anni: “ma perché ci chiedono questi dati? Ma non dovrebbero stare già nell’AFIS?”.

Lui sa benissimo che questi dati non ci sono, infatti la discussione poi è proseguita con le solite considerazioni: “ … ma se nel 2010 è stata prevista una norma che prevede un conteggio e un report simile, ma perché nel 2015 io oggi devo andare (in tutta fretta) a prendermi tutti i singoli fascicoli cartacei della Matricola per ogni singolo detenuto (ormai archiviati) e mettermi a contare “a mano” questa tipologia di scarcerazione di detenuti?”

Ci siamo fatti poi un altro po’ di domande … che allargano il discorso, sempre con la speranza che si riesca ad affrontare i problemi in modo “organico” e non settoriale.

1) nell’era dell’informatica, delle email, dei protocolli elettronici, degli smartphone e dei satelliti e della posta certificata, è mai possibile che una Direzione Generale del DAP scriva ai Provveditorati e questi (o almeno uno di loro) rigiri la richiesta alle Direzioni di propria competenza sei (sei !!!!) giorni dopo?!?

2) è mai possibile che una Direzione Generale continui a scaricare sui singoli operatori delle Matricole tutti gli adempimenti burocratici e legislativi che, da cinque anni, non sono stati previsti nel cosiddetto “Sistema Informativo Automatizzato”?

3) perché la Direzione Generale Detenuti e Trattamento non ha scritto direttamente al piano di sotto, alla sede del CED, per chiedere tali dati ma ha scelto una soluzione che appartiene al secolo scorso e che non è più tollerabile in un’amministrazione pubblica?

 

PROPOSTA/DOMANDA

Sarebbe il caso di aggiungere, tra le voci del motivo della scarcerazione del detenuto, anche l’uscita dall’Istituto per trasferimento ex artt. 4-8 del d.lgs n. 161 del 2010, in modo tale che il prossimo anno la stessa Direzione Generale potrebbe soddisfare molto più celermente la propria “curiosità”?

Chissà se oltre alle inevitabili ritorsioni personali, stavolta non si riesca a stuzzicare la curiosità e l’intraprendenza di qualche “uomo di buona volontà” ...

 

Continua ...

Caro CED ti scrivo (parte quarta): Dati ISTAT

 

Caro CED ti scrivo … (capitolo due)

 

Caro CED ti scrivo … (capitolo uno)