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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/03/2015  -  stampato il 10/12/2016


APPROVATA RIORGANIZZAZIONE DEL DAP: 2 DIREZIONI GENERALI E 11 PROVVEDITORATI

Finalmente approvata, dopo un lunghissimo periodo d gestazione e disperati tentativi di boicottaggio da parte della nomenklatura, la riorganizzazione del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria.

​Avremo 16 dirigenti generali, così suddivisi: Capo Dap, un Vice Capo Dap, due direzioni generali al dap, l'Ispp e undici provveditorati.

Soppressi i Provveditorati di: Genova, Perugia, Ancona, Pescara e Potenza e al loro posto dovrebbero essere istituiti uffici distaccati.

Gli undici Provveditorati rimasti saranno: Cagliari (Sardegna), Palermo (Sicilia), Catanzaro (Calabria), Bari (Puglia e Basilicata), Napoli (Campania), Roma (Lazio, Abruzzo e Molise), Firenze (Toscana e Umbria), Bologna (Emilia Romagna e Marche), Padova (Veneto, Friuli e Trentino), Milano (Lombardia) e Torino (Piemonte, Val d’Aosta e Liguria).

Rimane il Dipartimento della Giustizia Minorile (300 detenuti, 800 agenti, 2000 dipendenti civili) al quale sarà accorpata l’Esecuzione Penale Esterna.

 

LA BOZZA DEL DPCM INVIATA IN CONSIGLIO DEI MINISTRI

 

Il comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri

ORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA 
Regolamento di organizzazione del ministero della Giustizia e riduzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche del Ministero della Giustizia (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) 

Su proposta del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, è stato approvato in esame preliminare, al fine dell’acquisizione del parere del Consiglio di Stato, il regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia, che riduce gli uffici dirigenziali e le dotazioni organiche di personale, per garantire il raggiungimento degli obiettivi richiesti dalle numerose norme in tema di revisione della spesa che si sono succedute dal 2006 in poi, ridurre significativamente gli organici dirigenziali e non, riorganizzare la struttura in maniera tale da consentire elevati livelli di efficienza, avviando un processo di unificazione e razionalizzazione della gestione dei beni e dei servizi serventi tutte le articolazioni ministeriali, in un’ottica di maggiore efficienza complessiva e di complessivo risparmio per l’Amministrazione. 

Il regolamento realizza una drastica riduzione degli uffici dirigenziali, che passano da 61 a 36, e di quelli di livello non generale, diminuiti da 1006 a 712. Considerevole è il conseguente risparmio di spesa stimato in oltre 64 milioni di euro.

La nuova struttura del Ministero consentirà l’innalzamento dei livelli di efficienza degli apparati centrali e assicurerà, al contempo, un supporto più performante all’attività degli uffici, oggi impegnati in progetti di innovazione organizzativa e tecnologica di assoluto rilievo per il servizio al cittadino. Le finalità di riorganizzazione è concretamente attuata attraverso la eliminazione delle duplicazioni delle strutture organizzative aventi competenze omogenee e con la valorizzazione delle esperienze tecnico-professionali già maturate in taluni settori dell’amministrazione.

In tale prospettiva si è proceduto a istituire delle Direzioni generali con competenze trasversali:

un’unica direzione generale degli affari giuridici e legali, inserita nel Dipartimento per gli affari di giustizia, per la gestione della materia di contenzioso nel quale è interessato il Ministero; 
un’unica direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie, inserita nel Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi ove sono state fatte convergere le funzioni relative alle procedure contrattuali del Ministero.

Di portata innovativa è, poi, l’istituzione della Conferenza dei capi dipartimento, con compiti di programmazione, indirizzo e controllo per il coordinamento delle attività dipartimentali, in particolare in materia di contenzioso, politiche del personale e di gestione delle procedure contrattuali del Ministero.

Viene, poi, modificato anche il volto del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, attribuendo la competenza in materia di esecuzione penale esterna alla Direzione generale per l’esecuzione penale esterna.

Tale significativa modifica organizzativa valorizza la funzione di gestione dell’esecuzione penale esterna che non è solo limitata ai minori, ma anche agli adulti, nella considerazione dell’unità di fondo che attiene ad una logica comune dell’attività trattamentale esterna: quella dell’accentuazione della prospettiva della risocializzazione e del reinserimento nel territorio.

Infine, il regolamento realizza la finalità del decentramento amministrativo, mediante l’istituzione di tre direzioni regionali dell’organizzazione giudiziaria e la ridefinizione delle competenze dei provveditorati regionali dell’Amministrazione penitenziaria, previsti in numero di 11.