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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/03/2015  -  stampato il 07/12/2016


Il Dap prossimo venturo: cosa succede adesso che stato approvato il decreto di riorganizzazione?

Il Governo ha finalmente approvato il famigerato Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per la riorganizzazione del Ministero della Giustizia.

Com’è ormai arcinoto, il Decreto riformerà profondamente l’organizzazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

LA RIORGANIZZAZIONE DEL DAP E MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Il DAP prossimo venturo sarà sempre diretto da un capo dipartimento, coadiuvato però da un solo vice capo, e sarà composto da due sole direzioni generali (personale e detenuti), da un istituto superiore per la formazione e da undici provveditorati regionali.

In totale sedici posti di funzione da dirigente generale.

Finiscono così, miseramente, i sogni di gloria di parecchi dirigenti che aspiravano alla dirigenza generale.

Tutto pieno, infatti, l’organico di quella qualifica (il primo posto che si libererà è quello di Maria Claudia Di Paolo, attuale Provveditore del Lazio, che andrà in pensione dal prossimo primo novembre).

Oltre tutto, con l’entrata in vigore del DPCM, ad eccezione di Santi Consolo, decadranno dalle funzioni tutti i dirigenti e dovranno, quindi, essere attribuiti di nuovo tutti gli incarichi dirigenziali dell’amministrazione penitenziaria.

Dalle indiscrezioni provenienti dai due palazzi di via Arenula e largo Daga, i beni informati fanno trapelare voci secondo le quali si potrebbe prefigurare il seguente scenario.

Vice Capo Dipartimento Massimo De Pascalis;

Direttore dell’ISPP Riccardo Turrini Vita;

Direttore del Personale Gianfranco De Gesu;

Direttore Detenuti Roberto Piscitello;

I movimenti dei Provveditori dovrebbero essere questi.

Enrico Sbriglia a Padova; Salvatore Acerra a Catanzaro; Luigi Pagano a Torino e Ilse Rusteni a Cagliari. Confermati in sede tutti gli altri.

Tutto da decidere per quello che riguarda gli uffici di staff che dovranno, innanzitutto, essere ricostituiti.

Pressoché certa la soppressione del CED (Ufficio sviluppo e gestione sistemi informativi automatizzati e statistica), che sarà assorbito dalla DGSIA.

 

Il Dap prossimo venturo: le grandi manovre dei dirigenti generali

 

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