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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/04/2015  -  stampato il 09/12/2016


Opg ancora aperti, i Direttori al Ministro: non sappiamo dove mandare gli internati

Quasi tutte le Regioni sono pronte» ad accogliere nelle strutture alternative i circa 700 internati negli ex manicomi criminali, assicura in una nota il Ministero della Giustizia. Ma oggi, come abbiamo potuto accertare contattandoli uno ad uno, nessuno dei sei Opg, gli ospedali psichiatrici giudiziari della vergogna, chiuderà i battenti come previsto per legge. 

Il cambio di targa  

Salvo uno, quello di Castiglione delle Stiviere (Mantova). Ma qui tutto si risolverà in un cambio di targa all’ingresso, con quella di Opg che lascerà il posto alla più rassicurante sigla Rems, le residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza, massimo 20 letti, sorvegliate, in larga parte d’Italia non ancora attive. O non in numero tale da accogliere tutti.  

Un caso lo illustra Nunziante Rosania, direttore dell’Opg Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). «Per ora non chiudiamo perché non sapremmo dove mandare gli internati pugliesi, calabresi e lucani che non hanno strutture pronte nelle loro regioni». « I 68 siciliani verranno in parte dimessi e presi in carico dai nostri dipartimenti di salute mentale, mentre una metà di loro andrà nelle due Rems di Naso e Caltagirone». Il problema è che le due strutture non saranno in grado di accogliere anche chi commetterà nuovi reati e verrà giudicato incapace di intendere e di volere dal giudice. «Di sicuro non potranno rientrare in Opg e io non posso mettermeli in tasca», commenta sconsolato. 

In Emilia alle Rems hanno pensato per tempo, attivando due strutture a Bologna e Parma. «Ma anche qui nell’Opg di Reggio -spiega il direttore Paolo Madonna - resteranno i detenuti di altre regioni, soprattutto veneti, privi di residenze»».  

Il Veneto è stato infatti commissariato «e altre regioni inadempienti lo saranno», preannuncia il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, che in cima alla lista avrebbe il Piemonte e la Calabria. 

Le Regioni in ritardo con l’apertura delle Rems, secondo “Stop-Opg”, sarebbero solo Friuli, Puglia e Trento, oltre alle due maglie nere individuate dalla Lorenzin. Un quadro tutto sommato rassicurante, che non coincide però con quello fornitoci dai direttori degli Opg. E nemmeno con le parole di uno “sfiduciato” capo del dipartimento della Polizia Penitenziaria, Santi Consolo. «Siamo disponibili a trasferire con la dovuta gradualità gli internati presso le Rems, che però - precisa - devono confermare le disponibilità reali e finora tutte queste conferme non arrivano».  

«E’ ingiusto e crudele accanirsi contro chi ha già sofferto tanto», dichiara nel frattempo il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Ricordando che «a decidere la detenzione è un’apposita commissione medica e soprattutto un giudice», che indirizzeranno chi è incapace di intendere e di volere «in strutture che servono a ridare dignità a chi è stato detenuto in posti indegni di un essere umano».  

Il futuro  

Il problema è appunto capire cosa accadrà se le Rems faranno registrare il “tutto esaurito”. Intanto il governatore veneto, Luca Zaia, difende la sua scelta, parlando «di vergogna del governo che scarica qua e là malati di mente pericolosi per se e gli altri». Una pericolosità che in verità sarebbe esclusa dalla sorveglianza nelle Rems, che il Veneto non ha preso nemmeno in considerazione. C’è però quel codicillo della legge sulla chiusura degli Opg, che prevede la custodia solo entro il limite delle pena edittale, che sarebbe stata assegnata all’imputato se questo fosse stato capace di intendere e di volere. «Abbiamo parecchi soggetti pericolosi con gravi disturbi della personalità», dichiara il direttore dell’Opg di Barcellona. «Circa il 70% dei nostri ha alle spalle un omicidio», gli fa eco il collega di Reggio Emilia. Chi si curerà di loro finiti i termini di custodia è un’altra “dimenticanza” che farà discutere. 

di Paolo Russo - lastampa.it