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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/04/2015  -  stampato il 08/12/2016


Apertura nuovo istituto Sassari: Interrogazione parlamentare

Interrogazione a risposta scritta 4-08570 presentato da MURA Romina testo di Giovedì 26 marzo 2015, seduta n. 400 

MURA. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

i lavori di completamento del padiglione del villaggio penitenziario di Sassari-Bancali, destinato ad accogliere 92 cittadini privati della libertà sottoposti al regime di cui all'articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario, il regime detentivo di isolamento previsto per i reati di terrorismo, eversione, ndrangheta e mafia, hanno subito una brusca accelerazione; 
il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria sembra infatti voler disporre della struttura prima dell'estate per iniziare a trasferire i detenuti, nonostante le polemiche sulla concentrazione di 184 detenuti al regime di 41-bis suddivisi tra Cagliari e Sassari; 
in Sardegna, nelle due case circondariali di Sassari-Bancali e Cagliari-Uta, saranno trasferiti poco meno di un terzo dei ristretti considerati più pericolosi in Italia; 
il regime «duro» applicato potrebbe negativamente incidere sul clima generale della detenzione; 
si profila anche il rischio di limitare le iniziative finalizzate al recupero sociale e rieducativo dei reclusi; 
anche la necessaria presenza dei GOM, gli agenti del gruppo operativo mobile, il reparto della Polizia Penitenziaria istituito nel 1999 che opera alle dirette dipendenze del capo del dipartimento per i compiti relativi alla custodia della detenzione speciale, potrebbe trasformare profondamente la realtà dei due luoghi di pena, da poco inaugurati e ancora in fase di rodaggio dove l'umanità degli assistenti penitenziari è un tratto caratteristico; 
il trasferimento nell'isola di un numero così elevato di detenuti pericolosi, sottoposti al regime del carcere «duro» è, secondo l'interrogante, inopportuno e pericoloso per l'ambiente sociale e la sicurezza dei due istituti di pena –: 
se sia a conoscenza del fatto che si tratta di un progetto non condiviso dalla comunità isolana e verso il quale si nutrono forti perplessità anche da parte delle istituzioni locali; 
se non ritenga opportuno limitare il numero dei detenuti privati della libertà sottoposti al regime di pena di cui all'articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario che saranno trasferiti in Sardegna prima dell'estate nelle due case circondariali di Sassari-Bancali e Cagliari-Uta; 
quali misure intenda adottare per far sì che il trasferimento nelle carceri dell'isola dei 92 detenuti sottoposti al regime del carcere duro non aggravi le condizioni sociali ed economiche di una terra che, anche attraverso il peso delle servitù militari, non può farsi carico da sola di problemi ed emergenze nazionali che andrebbero condivise in modo equo anche con altre regioni.