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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/04/2015  -  stampato il 04/12/2016


Agenti dei servizi segreti in carcere: entrata in vigore la nuova Legge che li autorizza

Il decreto recante “Misure urgenti per il contrasto del terrorismo, anche di matrice internazionale” nonché di proroga delle missioni internazionali, licenziato in prima lettura dalla Camera il 31 marzo scorso, è diventato legge dello Stato. Con 161 voti a favore, 108 contrari e 1 astenuto, il Senato ha votato poche ore fa l’ennesima fiducia all’esecutivo, approvando definitivamente il ddl n. 1854 di conversione del decreto antiterrorismo (d.l. n. 7/2015) a cinque giorni dalla scadenza (prevista per il prossimo 20 aprile).

Nei 21 articoli che compongono il testo, i primi 10, anche in attuazione della risoluzione delle Nazioni Unite (n. 2178/2014, adottata dal Consgilio di Sicurezza), intervengono sul codice penale, introducendo il nuovo delitto di “organizzazione di trasferimenti per finalità di terrorismo” che mira a colpire i foreign fighters, aggravando le pene per i c.d. “lupi solitari” e per chi commette reati o fa propaganda terroristica sul web. Le restanti disposizioni modificano inoltre il codice di procedura penale, l’ordinamento penitenziario, il codice antimafia e quello sulla privacy e istituiscono la procura nazionale antimafia e antiterrorismo. Il provvedimento inoltre conferma le autorizzazioni di spesa per la partecipazione italiana alle missioni internazionali e incrementa i controlli sul territorio.

SUPERPROCURA ANTIMAFIA E ANTITERRORISMO

Nasce la superprocura antimafia e antiterrorismo. La nuova legge, infatti, affida al procuratore nazionale antimafia il coordinamento nazionale delle inchieste sul terrorismo anche internazionale.

ACCESSO DEI SERVIZI SEGRETI IN CARCERE

Gli 007 sono autorizzati ad infiltrarsi nelle carceri nazionali al fine di prevenire l’arruolamento dei terroristi. Il testo, infatti, in via transitoria (fino al 31 gennaio 2016) prevede la possibilità che i servizi segreti effettuino colloqui investigativi con i detenuti per la prevenzione dei delitti con finalità terroristica di matrice internazionale, previa informazione preliminare e conclusiva al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo (nonchè al procuratore generale presso la corte d’appello di Roma e al comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica).

Il personale dei servizi inoltre è autorizzato a commettere “reati” nell’ambito delle indagini contro il terrorismo, potendo fruire di una speciale causa di non punibilità, e a deporre, anche nei procedimenti penali sulle attività svolte “sotto copertura”.