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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/04/2015  -  stampato il 02/12/2016


Soldi per risarcire i detenuti ma non per gli straordinari dei Poliziotti: interrogazione parlamentare di Fabio Rampelli

Interrogazione a risposta scritta 4-08766 presentato da RAMPELLI Fabio 

testo di Martedì 14 aprile 2015, seduta n. 408

RAMPELLI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: 
negli ultimi anni gli agenti di Polizia Penitenziaria hanno subito pesanti penalizzazioni, costretti a lavorare in condizioni disumane, mal pagati, costretti ad operare in assenza dei requisiti minimi di sicurezza e sottoposti a turni massacranti a causa della cronica carenza d'organico, che continua ad aggravarsi in seguito ai blocchi delle assunzioni nella pubblica amministrazione; 
al blocco del turn-over nel comparto si aggiungono anche il congelamento degli stipendi e l'innalzamento dell'età pensionabile, e sembrerebbe essere in atto il tentativo di far pagare al personale di polizia che vive presso le caserme degli istituti penitenziari il canone di affitto ed uso degli alloggi collettivi, alloggi sempre più indecorosi; 
inoltre, con la legge di stabilità per il 2014 si è intervenuti anche in merito al pagamento degli straordinari da corrispondere agli agenti di Polizia Penitenziaria, stabilendo, attraverso una norma di interpretazione autentica del comma 3 dell'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 2007, n. 170, che «la prestazione lavorativa resa nel giorno destinato a riposo settimanale o nel festivo infrasettimanale, non dà diritto a retribuzione di lavoro straordinario se non per le ore eccedenti l'ordinario turno di servizio giornaliero»; 
in recepimento di tale interpretazione il Ministero della giustizia con una prima circolare del 19 gennaio 2015 ha disposto il recupero delle somme corrisposte negli anni 2012 2013 a titolo di lavoro straordinario reso dal dipendente nel giorno di riposo settimanale o di festivo infrasettimanale, e con una seconda circolare dell'11 marzo 2015 ha previsto che ogni dipendente dovrà procedere alla restituzione della somma della quale risulti debitore, e che si dovrà prevedere la facoltà di rateizzare il debito previa redazione di apposito piano di ammortamento; 
a fronte della continua decurtazione delle somme dovute agli agenti di Polizia Penitenziaria e degli stessi organici del Corpo, asseritamente imputabili alle ristrettezze di bilancio, il Governo ha stanziato oltre venti milioni in tre anni per dare attuazione alle norme di cui al decreto-legge 28 giugno 2014, n. 92, in materia di rimedi risarcitori in favore di detenuti e internati –: 
se sia informato di quanto esposto in premessa e se non ritenga di rivedere le citate circolari, che appaiono come una ennesima ingiusta penalizzazione del personale di Polizia Penitenziaria; 
se non ritenga di integrare gli stanziamenti finanziari per il Corpo di Polizia Penitenziaria, al fine di consentire sia la necessaria integrazione degli organici, sia il corretto pagamento di tutte le somme dovute agli agenti, sia, infine, per garantire che questi possano operare in condizioni di sicurezza.