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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/01/2015  -  stampato il 05/12/2016


Rivolta carcere di Padova: interrogazione parlamentare Roberto Caon

Interrogazione a risposta scritta 4-07700 presentato da CAON Roberto
testo di Martedì 27 gennaio 2015, seduta n. 371


CAON, MOLTENI, PRATAVIERA, MARCOLIN, MATTEO BRAGANTINI e BUSIN. — Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: 
secondo notizie di stampa pare che giovedì 22 gennaio 2015 all'interno del carcere Due Palazzi di Padova sia scoppiata una vera e propria rivolta, nel corso della quale sono rimasti gravemente feriti sei agenti di Polizia Penitenziaria, di cui due ancora ricoverati in ospedale; 
sembra che i disordini siano cominciati già nel pomeriggio a seguito dalla protesta di un detenuto romeno, un trentenne condannato per omicidio con fine pena nel 2029, subito sostenuto da altri reclusi, che successivamente si è barricato in una cella con in mano una lametta; 
la rivolta pare sia scoppiata nella sezione B al quarto piano dell'istituto Due Palazzi, una di quelle sezioni sottoposte al regime di «vigilanza dinamica», ossia in cui i detenuti sono liberi di spostarsi nei corridoi durante il giorno, per questo presentano livelli minimi di sicurezza; 
secondo quanto riportato dai quotidiani e denunciato dai diversi sindacati di Polizia Penitenziaria, pare che molti dei detenuti che hanno partecipato alla rivolta fossero di origine araba e che durante i disordini inneggiassero «ad Allah e all'Isis», tanto da far pensare ad un evento organizzato poiché in tale occasione sono stati altresì rinvenuti all'interno della sezione bastoni e coltelli artigianali; 
successivamente riportano alcuni quotidiani che «gli inquirenti, giunti oggi al Due Palazzi per un'ispezione assieme agli agenti della squadra mobile, hanno smorzato: nessun riscontro al fatto che i magrebini partecipanti ai disordini abbiano inneggiato all'Isis – l'invocazione ad Allah, invece, rientra nella consuetudine per ogni musulmano – e allo stesso tempo è esclusa una matrice terroristica dietro la rivolta»; 
quanto accaduto nel carcere Due Palazzi è un fatto gravissimo in relazione ai rischi a cui sono stati esposti gli agenti di Polizia Penitenziaria nonché per il rischio di infiltrazioni terroristiche, a cui può essere esposto il Paese, per di più negli istituti penitenziari, che non può essere sottovalutato anche alla luce degli ultimi tragici eventi di Parigi e di quanto emerso dal dossier antiterrorismo dei servizi segreti israeliani, riportato dai quotidiani, che parla di «potenziale seria minaccia» per l'Italia; 
successivamente il 26 gennaio 2015 una agenzia ANSA riporta invece che «Nessun riferimento all'Isis o ad Allah durante i disordini attuati nei giorni scorsi da alcuni detenuti all'interno del carcere di Padova: il dato è emerso da un incontro con il direttore del «Due Palazzi» di Salvatore Pirruccio e il provveditore dell'Amministrazione carceraria Enrico Sbriglia. «Nessuno ha parlato in arabo» ha detto il direttore Pirruccio, ricordando che i quattro denunciati protagonisti della «rivolta» sono tre romeni e un italiano»; 
contemporaneamente sempre secondo altra agenzia ANSA «Giovanni Vona, rappresentante Veneto del Sappe, ha replicato alla direzione del carcere Due Palazzi di Padova sulla ricostruzione fatta oggi degli incidenti avvenuti la scorsa settimana»... e «ha confermato il coinvolgimento di 30-45 persone nei tafferugli avvenuti al quarto piano dell'istituto di pena, spiegando che i detenuti «avevano addirittura cercato di sfondare un cordone di agenti per aprire un cancello e coinvolgere nella protesta anche i detenuti degli altri blocchi» –: 
se i Ministri interrogati siano a conoscenza di quanto avvenuto esattamente nel carcere di Padova nel corso della rivolta e se, per quanto di competenza, intendano adottare urgenti provvedimenti a tutela, in particolare, dei poliziotti penitenziari che lavorano nella casa di reclusione di Padova e, in generale, nelle sezioni a «vigilanza dinamica» nelle carceri italiane; 
quali azioni si intendano intraprendere per garantire adeguati livelli di sicurezza per gli agenti di Polizia Penitenziaria nelle strutture detentive e quali iniziative si intendano assumere al fine di trasferire immediatamente e far scontare la pena detentiva, nei Paesi di origine, ai detenuti protagonisti della rivolta nel carcere Due Palazzi. (4-07700)