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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/01/2015  -  stampato il 07/12/2016


Attivitą detenuti islamici nel carcere di Padova: interrogazione parlamentare Paolo Tosato

Interrogazione a risposta scritta 4-03323 presentata da PAOLO TOSATO 
lunedì 26 gennaio 2015, seduta n.384


TOSATO - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

di recente, come è emerso anche su quotidiani nazionali e su siti web di informazione, è stata sedata una rissa che si è verificata all'interno del carcere "Due Palazzi" di Padova. Le cronache giornalistiche hanno riportato un "bilancio" di due agenti della Polizia Penitenziaria e un detenuto feriti;

da un comunicato stampa del Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe), emerge che «quel che è accaduto giovedì sera nella carcere di Padova è gravissimo, anche in relazione all'atteggiamento assunto da molti detenuti di nazionalità araba». Giuste dichiarazioni del segretario generale del Sappe, «nella sezione detentiva regolamentata dalla vigilanza dinamica, che permette ai detenuti di girare liberi buona parte del giorno e che per questo presenta livelli minimi di sicurezza, si respirava alta tensione, con atteggiamenti palesemente provocatori da parte di buona parte dei detenuti verso gli agenti di Polizia Penitenziaria. All'atto dell'ingresso nel Reparto detentivo di due agenti di penitenziaria questi sono stati aggrediti e feriti senza alcuna giustificazione e le cose sono drammaticamente degenerate con urla e grida. Molti dei detenuti, di origine araba, inneggiavano ad Allah e all'Isis»;

da tali dichiarazioni appare verosimile concludere che la rissa avvenuta all'interno della casa di reclusione di Padova possa essere ascritta ad un eventuale atto inneggiante al "proclamando" Stato dell'Isis e, indi, interpretare lo stesso come un primo "segnale" di attività terroristica, all'interno delle carceri italiane, di gruppi di matrice islamica inseriti in un più ampio contesto internazionale,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del problema evidenziato e quali iniziative intenda porre al fine di garantire la sicurezza degli agenti di Polizia Penitenziaria e consentire che simili episodi non si ripetano, oltre a valutare l'episodio quale eventuale atto inneggiante al "proclamando" Stato dell'Isis e, indi, verificare che detto episodio non sia un primo "segnale" di attività terroristica di gruppi di matrice islamica inseriti in un in un più ampio contesto internazionale.