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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/02/2015  -  stampato il 04/12/2016


Rilevatori di telefoni cellulari in carcere: interrogazione parlamentare Francesca Businarolo

Interrogazione a risposta in commissione 5-04752 presentato da BUSINAROLO Francesca
testo di Martedì 17 febbraio 2015, seduta n. 376


BUSINAROLO e TOFALO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: 
notizie di cronaca recente riportano un grave episodio accaduto presso l'istituto penitenziario di Montorio (VR), durante il quale sono stati rinvenuti alcuni telefoni cellulari in uso ad alcuni detenuti, originari dell'Europa dell'Est che, dopo aver scattato diverse fotografie che documentavano la permanenza in carcere e, addirittura, alcuni autoscatti, i cosiddetti «selfie», li hanno prontamente pubblicati su Youtube e sui propri profili sui social network; 
la Polizia Penitenziaria, resasi conto di ciò che stava accadendo, grazie ad indagini specifiche, ha effettuato alcuni controlli, rinvenendo altri quattro telefoni cellulari nelle sezioni detentive e, cosa ancora più grave, nell'arco di sei mesi ne sarebbero stati recuperati ben venti all'interno della struttura; 
il caso sopra descritto riporta all'attenzione dell'opinione pubblica le problematiche legate alla sicurezza all'interno delle strutture carcerarie: dette condotte, infatti, sono in evidente contrasto con le regole e gli usi vigenti all'interno degli istituti penitenziari, soprattutto perché favoriscono la comunicazione con l'ambiente esterno, in violazione dell'ordinamento penitenziario ex articolo 18 e dell'articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000; 
sarebbe opportuno, per contrastare la diffusione di comportamenti gravi come quelli accaduti, giungere ad una soluzione efficace come la «schermatura» degli istituti penitenziari al fine di neutralizzare la possibilità di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e prevedere inoltre la possibilità di dotare tutti i reparti di Polizia Penitenziaria di appositi rilevatori di telefoni cellulari –: 
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopra descritti e quali iniziative, anche di carattere normativo, intenda adottare al fine di contrastare la diffusione di tali episodi che potrebbero avere anche conseguenze più drammatiche, considerando che la possibilità di un collegamento telefonico tra un detenuto ed il mondo esterno potrebbe facilitare, ad esempio, anche un progetto di evasione; 
se non ritenga altresì necessario intervenire tempestivamente ed in maniera incisiva, prevedendo soluzioni efficaci quali la «schermatura» degli istituti penitenziari, finalizzata a neutralizzare la possibilità di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e di dotare tutti i reparti di Polizia Penitenziaria di appositi strumenti che rilevino la presenza di telefoni cellulari ed apparecchiature non consentite all'interno delle strutture detentive, al fine di garantirne l'ordine e la sicurezza