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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/02/2015  -  stampato il 26/04/2017


Trasferimento in Sardegna detenuti al 41-bis: interrogazione parlamentare Emanuele Cani

Interrogazione a risposta in commissione 5-04857 presentato da CANI Emanuele
testo di Giovedì 26 febbraio 2015, seduta n. 382


CANI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: 
nel corso degli ultimi mesi si è proceduto ad importanti decisioni nell'ambito del sistema penitenziario della Sardegna in particolare con l'apertura del carcere di Uta nel novembre 2014, e ancora prima con la nuova struttura di Bancali a Sassari, nonché la «temporanea» chiusura del carcere di Iglesias ed altre iniziative annunciate ma non ancora realizzate; 
in merito alla chiusura del carcere di Iglesias, su cui l'interrogante ha già presentato diversi atti di sindacato ispettivo, andrebbe valutata una riconsiderazione per una serie di ragioni a partire dalla sua recente realizzazione, nonché per la specificità dei detenuti ospitati, della peculiarità degli spazi e delle attività che al suo interno venivano realizzate; 
è del tutto evidente che tale nuova situazione necessita quindi di una complessiva riorganizzazione del sistema penitenziario in territorio sardo ed un conseguente, indispensabile, potenziamento degli organici; 
a quanto illustrato in precedenza va ad aggiungersi quanto ha recentemente affermato il dottor Santi Consolo, nuovo capo del DAP, nel corso di una sua audizione svolta presso la Commissione parlamentare antimafia, che ha confermato la decisione di trasferire presso le strutture penitenziarie sarde una parte dei detenuti condannati ai sensi dell'articolo 41-bis; 
il trasferimento di detenuti ex articolo 41-bis nelle carceri sarde di Uta e Sassari, saranno adottati ai sensi delle «disposizioni in materia di sicurezza pubblica» varate con la legge 15 luglio 2009 n. 94; 
con questa decisione dovrebbero giungere in Sardegna circa 200 condannati ai sensi del 41-bis, che rappresentano quasi un quarto dei 722 condannati, distribuiti in dodici penitenziari italiani; 
ad oggi all'interno delle 10 strutture penitenziarie presenti in Sardegna vi è una oggettiva carenza di personale ed in particolar modo di agenti di Polizia Penitenziaria così come da tempo denunciato dalle organizzazioni sindacali di categoria –: 
quale sia il programma di interventi «definitivo» e quali siano le misure «strutturali» che il Governo intende adottare per la riorganizzazione del sistema penitenziario della Sardegna in considerazione di quanto illustrato nelle premesse e se non intenda altresì attivare rapidamente un tavolo di confronto con le istituzioni locali e con le organizzazioni sindacali di categoria per trattare l'argomento; 
se possa fornire notizie più precise in merito a quanto annunciato dal dottor Santi Consolo riguardo il trasferimento nei penitenziari della Sardegna di circa 200 condannati ai sensi del 41-bis