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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/01/2015  -  stampato il 06/12/2016


Scarsa attivitą del Magistrato di Sorveglianza di Cosenza: interrogazione parlamentare Bruno Bossio

Interrogazione a risposta in commissione 5-04399 presentato da BRUNO BOSSIO Vincenza
testo di Giovedì 8 gennaio 2015, seduta n. 358


BRUNO BOSSIO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: 
il 25 dicembre 2014 l'interrogante, aderendo all'iniziativa «Natale in carcere» promossa dal Partito Radicale congiuntamente al Partito Democratico ed all'Associazione «Argomenti 2000», si è recata ex articolo 67, comma 1, lettera b) dell'ordinamento penitenziario di cui alla legge n. 354 del 1975 in visita ispettiva, senza preannuncio, presso la casa di reclusione di Rossano (Cosenza). Nella circostanza, è stata accompagnata, ex articolo 67, comma 2, dell'ordinamento penitenziario, dai propri collaboratori Emilio Quintieri, esponente dei Radicali Italiani, Gaspare Galli e Francesco Adamo, rappresentanti dei Giovani Democratici di Cosenza; 
nel corso della predetta ispezione, è stata riscontrata una criticità in ordine al ruolo ed alle funzioni della magistratura di sorveglianza di Cosenza, peraltro già richiamata nella precedente interrogazione a risposta in Commissione n. 5/03559 del 16 settembre 2014, allo stato rimasta inevasa da parte del Governo, nonostante il decorso dei termini previsti dall'articolo 133, comma 3, del Regolamento della Camera dei deputati: 
infatti, la delegazione, durante i colloqui con i detenuti ha nuovamente ricevuto numerose lamentele afferenti la scarsa presenza del magistrato di sorveglianza nell'istituto e, nello specifico, la mancata attività ispettiva da parte dello stesso all'interno dei locali di detenzione; altre lamentele riguardano l'impossibilità di avere colloqui con il direttore dell'istituto e con il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria della Calabria; 
l'articolo 5, comma 1, del regolamento di esecuzione penitenziaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 30 giugno 2000 prevede che «Il Magistrato di Sorveglianza, nell'esercizio delle sue funzioni di vigilanza, assume, a mezzo di visite e di colloqui e, quando occorre, di visione di documenti, dirette informazioni sullo svolgimento dei vari servizi dell'Istituto e sul trattamento dei detenuti e degli internati»; 
l'articolo 75, comma 1, del predetto regolamento prevede, altresì, che «Il Magistrato di Sorveglianza, il Provveditore Regionale e il Direttore dell'Istituto, devono offrire a tutti i detenuti e gli internati di entrare direttamente in contatto con loro. Ciò deve avvenire con periodici colloqui individuali, che devono essere particolarmente frequenti per il Direttore. I predetti visitano con frequenza i locali dove si trovano i detenuti e gli internati, agevolando anche in tal modo la possibilità che questi si rivolgano individualmente ad essi per i necessari colloqui ovvero per presentare eventuali istanze o reclami orali. Gli accessi in Istituto del Magistrato di Sorveglianza e del Provveditore Regionale sono annotati in un registro riservato a ciascuna delle due Autorità, nel quale le stesse indicano i rilievi emersi a seguito degli accessi predetti. Anche il Direttore annota in apposito registro le udienze effettuate...»; 
a giudizio dell'interrogante, la magistratura di sorveglianza, la cui funzione istituzionale è quella di sorvegliare l'esecuzione della pena e della misura cautelare custodiale inframuraria, di vigilare sugli istituti penitenziari e controllare che l'attuazione del trattamento dei condannati e degli imputati risulti conforme ai principi sanciti dalla Costituzione Repubblicana e dall'ordinamento penitenziario anche mediante segnalazioni al Ministero della giustizia, non può essere svolta nella maniera più appropriata, da parte del magistrato di sorveglianza di Cosenza, se non attraverso le visite ai locali ove sono ristretti i detenuti e mediante l'audizione personale degli stessi e, in particolare, di coloro i quali ne fanno espressa, richiesta; analoghe considerazioni – per quanto di rispettiva competenza – valgono per il direttore dell'istituto penitenziario di Rossano e per il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria della Calabria che, per espressa previsione di legge, debbono fare frequenti visite negli istituti e tenere udienze, anche individuali, con i detenuti che lo desiderano –: 
se e di quali informazioni disponga il Ministro interrogato in ordine a quanto in premessa riportato e se i fatti narrati corrispondano al vero; in caso affermativo, quali iniziative di propria competenza, intenda assumere in relazione alle criticità rappresentate con riferimento al ruolo ed alle funzioni della magistratura di sorveglianza nonché del direttore dell'istituto e del provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria; 
se non si ritenga opportuno appurare, anche attraverso la visione degli appositi registri, quante siano state le visite effettuate, negli ultimi 5 anni, presso la casa di reclusione di Rossano dal magistrato di sorveglianza e dal provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria e se e quante volte i predetti si siano recati ad ispezionare i locali ove sono ristretti i detenuti e quante udienze abbiano intrattenuto con gli stessi anche attraverso la visione di eventuali atti effettuati; 
se il direttore dell'istituto offra, con particolare frequenza, ai detenuti la possibilità di poter avere con lo stesso dei periodici colloqui individuali e se e quante volte il predetto si sia recato ad ispezionare i locali ove sono ristretti i medesimi; 
se e cosa sia emerso, all'esito degli accessi nell'istituto penitenziario di che trattasi da parte del magistrato di sorveglianza e del provveditore regionale, facendo riferimento a quanto rispettivamente annotato dagli stessi negli appositi registri; 
se e quali iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda assumere, dopo le opportune verifiche sollecitate con il presente atto di sindacato ispettivo, anche con riferimento alla possibilità di incrementare l'organico dell'ufficio di sorveglianza di Cosenza (composto soltanto da 2 magistrati) avente giurisdizione su ben 4 istituti penitenziari (Rossano, Cosenza, Paola e Castrovillari).