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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/04/2015  -  stampato il 09/12/2016


Porto d’’armi per gli Ufficiali della Polizia Penitenziaria: interrogazione parlamentare Giacomo Stucchi

Ordine del Giorno 9/1854/1 presentato da GIACOMO STUCCHI 
mercoledì 15 aprile 2015, seduta n. 430


Il Senato,
apprezzate:
le misure adottate dal Governo per fronteggiare nel modo migliore possibile le nuove sfide lanciate dal terrorismo transnazionale di matrice jihadista, ulteriormente potenziate dal Parlamento nel corso dell'iter di conversione del decreto legge 18 febbraio 2015, n. 7;
sottolineata:
la circostanza che la gravità assunta dalla minaccia terroristica imponga di elevare ovunque possibile la soglia di allarme e le risorse a disposizione per fronteggiare un rischio ormai diffuso;
prendendo atto:
del fatto che normativa vigente in materia di concessione del porto d'armi riconosce ad alcune categorie di persone il riconoscimento del diritto a portare liberamente armi per la difesa personale. Fra loro, figurano il Capo della Polizia, i prefetti, i vice-prefetti, i questori e tutti gli ufficiali di Pubblica Sicurezza, ovvero i funzionari della Polizia di Stato e gli ufficiali dei Carabinieri, in quanto riconosciuti ufficiali di Pubblica Sicurezza;
sottolineando:
altresì, che accedono al porto d'anni anche i magistrati, sia pubblici ministeri che giudici, nonché i magistrati onorari, compresi i giudici di pace, peraltro senza che siano richiesti l'accertamento di requisiti psicofisici particolari o della capacità tecnica di usare e maneggiare anni;
ricordando:
inoltre, che possono circolare armate le guardie particolari giurate, se munite di apposita licenza di porto d'armi, e le persone titolari di licenza di porto d'anni per difesa personale;
aggiungendo:
che anche gli ufficiali in servizio permanente delle Forze armate, che non sono obbligati ad utilizzare le armi in dotazione, vengono provvisti, a richiesta, di licenza di porto d'armi;
stigmatizzando:
tuttavia, la circostanza che, all'atto pratico, il rilascio del porto d'armi si riveli molto discrezionale, dando luogo a situazioni particolari, spesso oggetto di ricorsi alla magistratura amministrativa;
esprimendo sconcerto:
altresì, per il fatto che non siano ammessi a portare liberamente armi gli ufficiali della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Penitenziaria, in quanto non riconosciuti ufficiali di Pubblica Sicurezza, ma semplicemente agenti, così come capita anche ai gradi apicali del ruolo Ispettori dei Carabinieri e della Polizia di Stato, che rivestono anch'essi la qualifica di agenti di Pubblica Sicurezza pur essendo formalmente denominati, rispettivamente maresciallo aiutante sostituto ufficiale di pubblica sicurezza ed ispettore superiore sostituto ufficiale di pubblica sicurezza,
impegna il Governo:
ad agevolare il più possibile la concessione del porto d'armi ai richiedenti appartenenti alle categorie generalizzate nella premessa che possono già accedervi in base alla normativa vigente;
ad assumere quanto prima l'iniziativa legislativa per estendere il diritto a portare liberamente armi anche agli agenti di pubblica sicurezza in servizio permanente.
(numerazione resoconto Senato G1.100)