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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/04/2015  -  stampato il 05/12/2016


Sentenza Torreggiani e calcolo degli spazi detentivi: chi salirā stavolta sul carro dei vincitori?

Lo scorso anno l’Italia è riuscita a rimandare le sanzioni minacciate dall’Europa derivanti dalla cosiddetta “sentenza Torreggiani”.

Il Ministero della Giustizia si è presentato alla CEDU con una decina di fogli in cui venivano riportate le stampe dell’applicazione spazi detentivi (ASD) ... un'operazione che sembra aver dimostrato la buona volontà dell’Italia a risolvere il sovraffollamento delle carceri.

Cos’è l'ASD ... l’applicazione spazi detentivi?

L’applicazione ASD è quella che riceve i dati da tutte le carceri. Si misurano le dimensioni di ogni singola cella di ogni singolo istituto penitenziario per calcolarne i metri quadrati, si assegnano le persone detenute alle celle, si uniscono i dati in un’altra tabella, si aggiunge un’altra colonna alla tabella in cui viene fatta la divisione tra metri quadrati disponibili e persone ristrette. Così si ottengono i metri quadrati a disposizione di ogni singolo detenuto in Italia. Se sono più di tre metri quadri, luce verde: il detenuto non patisce il sovraffollamento. Se i metri quadri sono meno di tre, luce rossa: il detenuto sta soffrendo e non solo potrà chiedere un risarcimento, ma se le luci rosse sono tante, l’Europa ci bacchetterà.

Le sanzioni minacciate l’anno scorso infatti, sono solo state rimandate di un anno e il tempo sta nuovamente per scadere.

Ovviamente ho semplificato. Dietro c’è molto altro lavoro. Ma quando è iniziato questo lavoro?

L’applicazione ASD nasce nel 2008 su impulso di una commissione nominata dall’allora Capo DAP Ettore Ferrara (ancora lui, quello che si ostinava a cercare di perseguire il benessere del personale).

Dal 2008 ad inizio 2013 l’applicazione era seguita tecnicamente dal CED ed amministrativamente dalla Direzione Generale Detenuti e Trattamento.

Tuttavia, per tutti questi anni, l’ASD è rimasta nel cassetto. L’applicazione c’era e funzionava, ma nessuno l’aveva presa in seria considerazione e i dati non venivano immessi: forse si è pensato che fosse un altro capriccio di Ettore Ferrara? Chi lo sa ...

Dopo la sentenza Torreggiani (8 gennaio 2013),  a qualcuno dell’Ufficio ispettivo del DAP, che dista qualche passo dalla stanza del Capo DAP (rispettivamente diretti da Francesco Cascini e Giovanni Tamburino), è tornata in mente l’ASD e così è stata avocata la gestione amministrativa dell’applicazione.

Trattandosi di un caso di emergenza (la condanna dell’Europa sarebbe arrivata da lì ad un anno), è facile comprendere la volontà dei vertici di capire e controllare direttamente lo strumento che forse poteva permettere al Capo DAP e all’intera Giustizia di "salvare la faccia”.

La competenza tecnica invece, rimase al CED e non poteva essere altrimenti, trattandosi di un’applicazione che era direttamente collegata al SIAP/AFIS e che solo il personale del CED poteva mettere in piedi e far funzionare.

Grazie alla ASD, quindi, il DAP, nel maggio 2014, ha potuto festeggiare e darsi sonore pacche autocelebrative sulle spalle (... anche se a Giovanni Tamburino non sono bastate per essere riconfermato a Capo del DAP e Francesco Cascini, dopo mesi di incertezza, è stato “promosso” a via Arenula, nella sede del Ministero della Giustizia).

Se l’applicazione ASD fosse stata presa in seria considerazione qualche anno fa, quando venne ideata, non ci saremmo trovati con l’acqua alla gola, quelli della sala situazioni non avrebbero dovuto fare migliaia di telefonate alle carceri e il personale delle carceri non sarebbe stato costretto a misurare con il metro della sarta le celle detentive.

Un’amministrazione normale, con una storia centenaria come la nostra, avrebbe dovuto già conoscere quante celle, di quali dimensioni e con quanti detenuti ha a disposizione.

Per il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, invece, è tutto straordinario, fa tutto parte di un magico mondo ... quello dell’informatica.

Del resto, questa è pur sempre l'amministrazione che fino a dieci anni fa non conosceva gli indirizzi esatti delle sue carceri ed è quella nella quale il precedente Ministro ha ammesso che i dati delle capienze detentive erano sbagliati !!! In un Paese normale dopo lo scandalo dei dati falsi sulla capienza delle carceri qualcuno sarebbe stato messo alla porta ... 

Mancano pochi giorni alla scadenza della seconda “minaccia” dell’Europa e al DAP stanno freneticamente cercando di "salvare (nuovamente) la faccia” con lo stesso trucchetto dell’anno scorso.

L’obiettivo di quest’anno però è quello di presentarsi con tutte "luci verdi", nessun detenuto al di sotto dei tre metri quadrati.

Come se questo fosse l’unico parametro per connotare una detenzione rispettosa del famosissimo (quanto inapplicato) articolo 27 della Costituzione.

Riusciranno i nostri eroi? Ci riusciranno.

Effettivamente, grazie al lavoro di un paio di persone (forse tre o quattro), l’Italia riuscirà a presentarsi con tutte luci verdi.

Non è cosa certa se questo ci salverà di nuovo dalla condanna, ma almeno, su questo versante, siamo pronti.

Rimarrà solo da capire a chi, stavolta, andranno le pacche sulle spalle e i meriti.

Saliranno tutti sul carro dei vincitori? 

Assisteremo a riconoscimenti tanto più preziosi quanto più si è vicini ai vertici (o addiittura i vertici stessi)?

Oppure si avrà la decenza e l’onestà intellettuale di riconoscere il lavoro di due o tre persone (forse quattro) che hanno svolto il proprio dovere al meglio (e che un’amministrazione decente avrebbe già portato a termine sette anni fa)?

 

Il DAP festeggia per aver saputo contare le celle disponibili: altre promozioni per meriti eccezionali in arrivo?

 

I ragazzi della Torreggiani, Santi Consolo e la Sala Situazioni

 

Sala Situazioni del DAP: qualcuno non la racconta giusta

 

Il Capo DAP ha perso il controllo della situazione e lo ammette candidamente in una lettera ai Direttori Generali!