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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/05/2015  -  stampato il 09/12/2016


La piu’ importante operazione di polizia del NIC relegata in quattro righe dall’ufficio stampa del dap

Assai poca rilevanza mediatica ha avuto una brillante operazione di polizia giudiziaria messa in atto dal nostro Nucleo Investigativo Centrale,  che ha portato all’arresto di un pericoloso latitante appartenente alla criminalità organizzata.

In verità, la notizia, se contestualizzata nel quadro generale delle attività di polizia, è una delle tante riportate dalla cronaca giudiziaria di tutti i giorni.

Per altro verso, però, se valutiamo l’episodio da un’altra prospettiva ci rendiamo conto che l’operazione condotta dal NIC è eccezionale rispetto al passato e, soprattutto, rispetto alle normali attività svolte fino ad oggi dal nostro organismo di intelligence.

All’arresto del latitante (si tratta di un pericoloso mafioso condannato all’ergastolo per omicidio) si è arrivati, infatti, dopo mesi di indagini e di intercettazioni ambientali e telefoniche intra moenia, condotte in via esclusiva da personale della Polizia Penitenziaria, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

In via esclusiva significa che tutte le indagini sono state predisposte, organizzate e realizzate di iniziativa del Nucleo Investigativo Centrale, unicamente con personale del nostro Corpo.

In buona sostanza, si tratta di una operazione condotta dal NIC e portata a termine “solo” con l’ausilio di altra forza di polizia (Guardia di Finanza).

Insomma, per la prima volta sono stati gli altri ad intervenire a nostro supporto anziché il contrario come era sempre accaduto fino ad oggi.

E’ evidente che questo aspetto, pur se di grandissima rilevanza al nostro interno, non ha altrettanta rilevanza per i mezzi di informazione che riportano la notizia, come già detto, nel contesto più generale della cronaca giudiziaria.

Pur tuttavia, va detto che il nostro dipartimento non ha certo prodotto uno sforzo titanico nel veicolare la notizia, diffusa con un anonimo comunicatino più adatto alla comunicazione aziendale interna che non a una Forza di Polizia dello Stato.

Basterebbe il confronto con il più insignificante dei comunicati dell’Arma dei Carabinieri per capire la differenza sostanziale del linguaggio, della forma e dei contenuti (… anche l’arresto di un borseggiatore viene enfatizzato come fosse la più importante delle operazioni di polizia).

Vero è, anche, che questo confronto è assai velleitario da parte nostra (Virgilio sosteneva “si parva licet componere magnis”, riferendosi ad un improponibile confronto tra il lavoro delle api e quello dei ciclopi).

Tra l’altro, è innegabile lo scarso interesse del dap (e forse in taluni casi anche la contrarietà ideologica) verso tutto quello che viene fatto dalla Polizia Penitenziaria … figuriamoci se possiamo aspettarci il più piccolo sforzo da parte di qualcuno per valorizzare, e magari enfatizzare, un’operazione del nostro Nucleo Investigativo Centrale.

Come sempre quando si tratta di Polizia Penitenziaria, saremo noi a sobbarcarci l’onere (che poi per noi è anche un onore) di mettere in risalto l’immagine del Corpo e di ogni suo singolo componente.

A titolo di cronaca, riportiamo testualmente il comunicato del Nic (che poi è lo stesso testo ripreso e diffuso dall’ufficio stampa del dap).

 

Nella mattinata odierna personale del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria con la collaborazione dei militari della Guardia di Finanza del Comando Compagnia di Vibo Valentia, nel contesto delle attività di indagine, delegate al Nucleo Investigativo Centrale, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale – Direzione Distrettuale Antimafia - di Reggio Calabria Sost. Proc. dott.ssa Giulia Pantano e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, ha proceduto alla cattura del noto latitante Francesco NAPOLI, che il 25 luglio 2014, si era sottratto all’arresto in esecuzione alla condanna in primo grado all’ergastolo, assieme allo zio Antonio Napoli, per l’omicidio di Fabrizio Pioli, elettrauto di Gioia Tauro (RC) assassinato a febbraio del 2012 per via della relazione sentimentale con una donna sposata, Simona Napoli, figlia di Antonio e cugina di Francesco.

L’arresto è avvenuto al culmine di intensa attività investigativa del Nucleo Investigativo Centrale con intercettazioni ambientali dei colloqui in carcere, già da agosto 2014, e telefoniche fin da dicembre dello stesso anno.

Nella tarda serata di ieri, a seguito delle risultanze di complesse investigative il Nucleo Investigativo Centrale unitamente alla Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha individuato, lo stabile di tre piani, sito in via Cavour 48 a Vibo Valentia, ove il latitante si nascondeva.

Polizia Penitenziaria - Nucleo Investigativo Centrale