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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/05/2015  -  stampato il 07/12/2016


Nuovo Modello Organizzativo delle Traduzioni: dopo tanti anni si poteva far meglio ...

Di recente, come al solito piovuto dall’alto, è entrato in vigore il Nuovo Modello Organizzativo delle Traduzioni e dei Piantonamenti.

Inizialmente, sono stati anche chiesti pareri in giro sull’argomento.

Nel 2012, o 2013 non ricordo bene,  i Provveditori furono incaricati di sentire i Direttori e di formulare proposte al Dipartimento finalizzate alla riorganizzazione nazionale dei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti.

Tutti i sindacati hanno avuto modo di conoscere i decreti nel dettaglio perché questi sono stati rimpallati dentro al Dipartimento per circa 18 mesi.

Oggi, quei decreti sono ormai stati firmati, e sono definitivi, quindi ogni iniziativa volta a formulare eccezioni è inutile e tardiva.

Inutile e tardiva perché, semmai, avrebbe dovuto eventualmente esserci un’iniziativa sindacale seria perché si potesse e si dovesse cogliere l’occasione per fare qualcosa di buono, invece sono arrivati una serie di decreti che non dicono nulla tranne istituire nuclei provinciali con poche unità dove il coordinatore è riconosciuto come Comandante (con tanto di fondo incentivante, titoli per la progressione in carriera e alloggio di servizio), mentre nei nuclei locali, anche se con un numero maggiore di persone (grandi città ovviamente), il coordinatore del nucleo rimane semplicemente coordinatore di unità operative, con fondo incentivante più basso, minori titoli per la progressione e, soprattutto, senza alloggio di servizio.

Per non parlare, poi, dell’istituzione di una serie di Nuclei all’interno dei Provveditorati senza minimamente chiarire quali attività debbano svolgere fino al paradosso in cui ci sono molti a coordinare ma poi pochi a svolgere le traduzioni.

Per quanto riguarda gli organici, probabilmente, la misura equilibrata è del 10% rispetto all’organico dell’istituto di riferimento a condizione, però, che ci sia un lavoro costante per evitare sprechi o traduzioni effettuate con pericolose “sottoscorte”.

Per quanto attiene ai mezzi in dotazione, ormai lo sanno tutti che gli autoparchi sono vecchi e si viaggia con il costante rischio di rimanere per strada.

Per non parlare delle ingenti spese per le manutenzioni straordinarie conseguenti alle numerose rotture che si verificano.

Un altro aspetto che il Dipartimento non ha mai chiarito, e che è rimasto ancora irrisolto, è il problema del trasporto dei detenuti che stanno male (o fanno finta come spesso accade) laddove è il sanitario che decide il mezzo di trasporto - e non l’amministrazione penitenziaria – e se oggi un sanitario scrive che un soggetto deve viaggiare con mezzo ampio, quel detenuto viaggerà in ambulanza o con ducato a celle ampie per i prossimi 20 anni mettendo in serio pericolo la scorta che in entrambi i casi si muove con mezzi non blindati.

Questo potere, che è anche una responsabilità, deve in qualche modo essere limitato perché i detenuti, prima o poi, lo trovano un sanitario che “scrive” senza avere la minima cognizione di quello che succede nel mondo delle traduzioni.

Da ultimo, vorrei fare una riflessione sulle video conferenze, che sono ferme all’organizzazione del 1998: E’ ora di investire denaro per ampliare le sedi e il numero dei collegamenti così da poter passare al sistema della video conferenza, almeno, per tutti i detenuti ad Alta Sicurezza.

Insomma, mi sembra proprio che dopo tanti anni di apprendistato si poteva davvero fare meglio con questo Nuovo Modello Organizzativo.