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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/01/2010  -  stampato il 06/12/2016


Il Centro Sportivo di Casal del Marmo torna alla Polizia Penitenziaria

Il 10 gennaio 2010 il meraviglioso Centro Sportivo di Casal del Marmo è ritornato in dotazione alla Polizia Penitenziaria.

Due anni e mezzo di attesa, un’infinità per l’A.s. Astrea Calcio rimasta senza casa per tutto il periodo dei lavori di ristrutturazione e costretta a giocarsi contro gli ospiti della serie D tutti match del campionato in uno stadio, quello di Ostia, che era in fondo un’altra trasferta entro i confini laziali per la diversa affezione che si può nutrire per un campo che non sia il proprio.

Tanta attesa c’era anche da parte del G.S. Fiamme Azzurre per i fondamentali apporti che il nuovo polo può dare a discipline come l’Atletica Leggera , sia nelle gare indoor, sia in quelle outdoor, grazie a dotazioni tecniche e impiantistiche di assoluto pregio.

Il D day della riapertura di Casal del Marmo, in occasione dell’ultima partita di andata del girone G dell’Astrea (Astrea-Gaeta), è stato tenuto a battesimo dal Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Franco Ionta che, da primo tifoso dei colori sportivi del Corpo, è giunto a prendere visione del rinnovato impianto, ma anche a sostenere i nostri in campo.

Ancora di più, come un buon Ct al fischio di inizio delle partite più impegnative, ha voluto salutare ed incitare la squadra negli spogliatoi, poco prima che guadagnasse l’ingresso nel tunnel verso il prato.

Nuovi uffici da dedicare al lavoro delle Fiamme Azzurre, magazzini, spogliatoi, un’ampia superficie di parquet riservata a palestra con le migliori macchine e le dotazioni attrezzistiche del momento, le torri-faro, la tribuna omologata per accogliere 2000 spettatori ed una tribuna stampa attrezzata in posizione privilegiata.

Per l’atletica, si diceva, un’importanza particolare rappresenterà il poter nuovamente avere nelle disponibilità la pista esterna intorno al terreno di gioco insieme alle aree lanci e salti già molto apprezzate in passato nel corso di manifestazioni regionali e nazionali di società organizzate proprio dalle Fiamme Azzurre.

Ma la novità che potenzia il livello delle dotazioni è senz’altro il ripristino dell’impianto indoor dell’atletica con l’unico “pistino” al coperto della capitale che è un autentico gioiello dell’atletica regionale laziale.

Una struttura che fino al 2005 aveva ospitato importanti manifestazioni sportive, che suscitò l’attenzione del nuovo comandante delle Fiamme Azzurre sopraggiunto proprio nel 2005, Marcello Tolu, tra i primi a desiderare che non cadesse in di- suso, che fosse piuttosto valorizzata, e che oggi, finalmente recuperata a nuovo splendore, molti ci invidiano a Roma e dintorni. Un sistema di illuminazione potentissimo nel momento serale in cui abbiamo curato il servizio, ci mostra un rettilineo di sei corsie, realizzato in sportflex e lungo 150 metri.

L’impianto contiene le pedane per la disputa dei concorsi di salto (alto, asta, lungo e triplo) e di lancio (peso) previsti dal programma tecnico al coperto. Unica in Italia, la struttura ospita una pedana di allenamento adibita al lancio del disco. La giornata di domenica 10 ha concesso una tregua dal maltempo. Uno squarcio nel cielo plumbeo ha fatto intravedere la possibilità di non bagnare l’inaugurazione del nuovo impianto e la partita anche con l’acqua dopo il brindisi di rito. Il match di campionato dell’Astrea contro il Gaeta, nonostante ciò, non si apriva lo stesso con buoni auspici considerando le assenze importanti che abbiamo patito nella formazione schierata in campo in cui mancavano importanti pedine di un attacco che in genere fa la differenza, e, da non trascurare, la posizione di classifica dei nostri avversari meritatamente al secondo posto in classifica con 34 punti.

Tutto annunciava l’idea di una gara affatto facile per i nostri. Pur combattuta con onore si è rivelata tale. Il risultato finale di 4 a 2 lascia poco spazio alle recriminazioni.

Nel girone di ritorno appena iniziato ci sarà la necessità di lottare e guadagnare preziosi punti in classifica in un campionato dilettanti, è bene ricordarlo, è tutt’altro che facile da giocare nello status di calciatore statale considerando la ormai storica difficoltà a tener testa a compagini che hanno bilanci societari di gran lunga più corposi dei biancoazzurri. Con la squadra al completo di un organico che conta militanti del Corpo e altri buoni giocatori a praticare uno sport dove il denaro fa spesso la differenza sulla composizione e sui valori del suddetto organico, le cose vanno fin troppo bene, e nemmeno si può recriminare più di tanto sull’obiettivo di ogni anno di restare nel girone G.

E’ un obiettivo anche di questa stagione, e della volontà di tener fede a questo impegno da parte dei nostri si può essere certi. Il problema di base resta quello dell’assunzione dei calciatori.

Il contrattare, pagare e portarsi nella rosa l’attaccante, o il difensore, che serve non è nelle possibilità di una squadra con lo status ministeriale qual’ è quello dell’Astrea: a parte le disponibilità di bilancio sicuramente limitato rispetto ad altri team, il rispetto delle leggi in materia di assunzioni impone dei criteri di incorporamento che mal si sono attagliati finora al mondo del calcio e si spera siano finalmente in via di più idonea definizione.

Molto viene messo dai ragazzi della squadra e del Team dell’Astrea in termini di cuore e dedizione. Una piccola novità da segnalare è stata il recente avvicendamento panchina della nostra prima squadra. Il Direttore Sportivo Marcello Tolu non è riuscito a trattenere il dimissionario allenatore Di Franco e attualmente, alla guida dei nostri della prima squadra, siede il Mister Andrea Calce a cui vanno i migliori auguri di buon lavoro e di un fine stagione tranquillo, che ripaghi gli sforzi dell’Amministrazione Penitenziaria, della società, e di chi crede nei suoi colori.