www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/06/2015  -  stampato il 07/12/2016


Interrogazine parlamentare: direzione del laboratorio centrale DNA ad un dirigente penitenziario non in possesso della specifica abilitazione

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09430
presentato da
VILLAROSA Alessio Mattia
testo di
Giovedì 11 giugno 2015, seduta n. 440

VILLAROSA. — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: 
con nota prot. 0167027-2015 del 12 maggio 2015, l'ufficio per le relazioni sindacali del Dipartimento amministrazione penitenziaria ha trasmesso, alle organizzazioni sindacali, una bozza di decreto con il quale viene istituito «l'ufficio, di livello dirigenziale, per le attività del laboratorio centrale per la banca dati del D.N.A.»; 
le attività di tale ufficio, in verità, sono già disciplinate dalla legge 30 giugno 2009, n. 85 che prevede che le attribuzioni del responsabile del laboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA siano adottate con regolamento, sentiti il Garante per la protezione dei dati personali e il CNBBSV; 
l'articolo 18 della predetta legge, istituisce i ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria da impiegare nelle attività del laboratorio centrale di cui sopra. Il Ministro della giustizia, stando alla bozza di decreto pervenuta alle organizzazioni sindacali, intende istituire «l'ufficio», di livello dirigenziale, per le attività del laboratorio centrale per la banca dati del DNA, affidandone la dirigenza al personale del ruolo di istituto penitenziario della carriera dirigenziale penitenziaria che però non ha alcuna competenza professionale, né tantomeno esperienza tecnico/scientifica nella tipizzazione del profilo del DNA e nella conservazione dei campioni biologici dai quali sono tipizzati i profili del DNA; 
tale specificità appartiene ai direttori tecnici del Corpo di polizia penitenziaria, come previsto dalla tab. A del decreto ministeriale 22 dicembre 2012 n. 268. Lo stesso garante per la protezione dei dati personali, nell'esprimere il 31 luglio 2014 il parere sullo schema di regolamento recante disposizioni di attuazione della legge 30 giugno 2009, n. 85, concernente l'istituzione della banca dati nazionale del DNA e del laboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA, ha ribadito quali siano le funzioni del responsabile del laboratorio centrale, funzioni che coincidono con quelle della figura del direttore tecnico del corpo di polizia penitenziaria; 
le forze di polizia dovranno custodire, per la successiva consultazione e gli immediati raffronti, solo i dati relativi ai profili del DNA, mentre al Ministero della giustizia viene riservata l'estrazione del profilo del DNA, che provvederà successivamente a trasmettere per via informatica alla banca dati nazionale; 
la banca dati del DNA ed il laboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA, sono stati istituiti al fine di rendere più agevole l'identificazione degli autori di delitti e pertanto, trattandosi di una vera e propria attività di polizia, appare illogico affidare la direzione del laboratorio ad una figura professionale come quella del Direttore penitenziario che oltre a non avere le competenze tecnico/scientifiche, non svolge neanche funzioni di polizia –: 
se il Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita (CNBBSV), istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, quale organo di garanzia, sia a conoscenza della bozza di decreto in esame e se abbia espresso un parere in merito all'istituzione dell'ufficio, di livello dirigenziale, per le attività del laboratorio centrale per la banca dati del DNA, affidandone la responsabilità alla figura professionale del direttore penitenziario che non ha le competenze tecnico-scientifiche necessarie per legge; 
se il Ministro interrogato intenda davvero affidare la direzione del laboratorio centrale ad un dirigente penitenziario non in possesso della specifica abilitazione per l'impiego presso detto laboratorio, estromettendo da tale funzione il direttore tecnico dei ruoli tecnici del personale del Corpo di polizia penitenziaria che, per legge, tale incarico deve svolgere, avendone i requisiti e i titoli, senza quindi la necessità di creare un nuovo «centro di potere», giustificato da uno stato di necessità ed urgenza, in contrasto con le disposizioni di legge e con l'articolo 97 della Costituzione. (4-09430)