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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/06/2015  -  stampato il 04/12/2016


Carcere di Rossano: interrogazione parlamentare sulle gravi carenze organico che mettono a rischio il carcere


Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05879
presentato da
ROSTELLATO Gessica
testo di
Mercoledì 24 giugno 2015, seduta n. 449

ROSTELLATO. — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: 
il 14 giugno 2015 la sottoscritta si è recata in visita al carcere di Rossano, ed in tale circostanza, ha potuto apprendere dagli a enti presenti, del grave disagio connesso alle carenze di organico degli agenti di polizia penitenziaria; 
invero, numerosi sono gli articoli della stampa locale che riportano fatti gravi relativi ai detenuti, connessi, per lo più alla mancata sorveglianza dovuta inevitabilmente alla carenza di personale; 
difatti, a titolo di esempio, per effettuare la visita di una sezione, si è atteso un ampio lasso di tempo affinché l'agente che deteneva le chiavi aprisse, in quanto impegnato ad aprire le celle per l'ora d'aria all'interno della stessa sezione; 
come spiegava l'agente presente, ogni sezione dovrebbe essere presidiata dalla presenza di due agenti: uno in ufficio per aprire e chiudere le porte o, in casi gravi, per chiamare rinforzi e l'altro in sezione per aprire le celle. Ciò non è sempre possibile a causa del ridotto organico, per cui capita spesso che vi sia un unico agente a gestire le sezioni; 
è stato inoltre riferito che in alcuni casi non è possibile garantire le normali attività dei detenuti proprio a causa della mancanza di personale; 
oltretutto gli agenti riferiscono di avere poco sostegno psicologico essendo in sezioni di alta sicurezza e dovendo gestire i detenuti reclusi per terrorismo internazionale di matrice religiosa, essendo Rossano l'unico carcere ad ospitare tali detenuti; 
vanno considerati l'alto rischio evidente in capo agli agenti, e nel contempo la preoccupante situazione dovuta alla mancata sicurezza relativa alla sorveglianza –: 
se il Ministro interrogato, alla luce del numero effettivo sia dei detenuti che degli agenti, non intenda effettuare controlli sulla gestione della sicurezza e/nel contempo, appurare se il numero degli agenti sia sufficiente al fine di mantenere l'ordine all'interno della struttura e permettere, di conseguenza, di effettuare le ordinarie attività dell'istituto; 
se il Ministro interrogato non ritenga sia necessario fornire maggiore supporto psicologico agli agenti di polizia penitenziaria al fine di garantire l'adeguato equilibrio psicofisico degli agenti medesimi stante il difficile compito che si trovano giornalmente ad affrontare. (5-05879)