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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/07/2015  -  stampato il 07/12/2016


Il difficile compito di comandare gli uomini

Si fa presto a dire “Comandante di Reparto”…

Uno dei tanti dizionari online del web definisce così la parola comandante: “La persona cui è demandata la condotta e la responsabilità di un'impresa unitamente ai poteri e all'autorità corrispondenti”.

In altre parole, il Comandante ha i poteri e l’autorità per condurre “l’impresa” ma ha anche la responsabilità della buona o della cattiva riuscita di questa “impresa”.

E’ ovvio che, nel nostro caso, “l’impresa” è il reparto di Polizia Penitenziaria.

Quali dovrebbero essere le qualità di un buon Comandante di Reparto, per far si che “l’impresa” riesca?

A mio avviso, innanzitutto un buon comandante non dovrebbe mai – ma proprio mai – addossare ad altri le colpe degli insuccessi o dei fallimenti perché un comportamento del genere verrebbe percepito dai propri uomini come una mancanza di leadership.

Altrettanto da evitare l’esternazione di preoccupazioni e agitazioni inutili, perché i propri uomini cercano (ed hanno bisogno) di un leader capace di calmare le loro preoccupazioni, non di qualcuno che le amplifica.

Assolutamente da centellinare le critiche verso i dipendenti, perché i comandanti ipercritici verso i propri uomini spesso presentano il difetto di non essere altrettanto critici verso se stessi; un vero leader si guarda allo specchio e impara da quello che vede riflesso.

Mai lamentarsi di essere oberati di lavoro. Anche se avete dubbi e insicurezze non esternatele con i vostri uomini, perché un vero leader sa come trasformare tutto questo in positivo, anziché andare a lamentarsi dai membri del proprio team.

Da evitare assolutamente la tentazione di fare mille cose insieme con risultati, inevitabilmente, mediocri. In questo caso, infatti, il messaggio che arriverà ai propri dipendenti è che ci si accontenta della mediocrità. Categoricamente vietato, apparire disorganizzati ed esercitare il comando a vanvera, sempre per evitare di dare un cattivo esempio agli uomini.

Per concludere, infine, un buon Comandante di Reparto non deve aver paura di riconoscere il successo degli altri, siano essi suoi uomini o meno. Anzi, il buon Comandante, in questo caso, accentua i lati positivi evitando ogni possibile critica.

Per altro verso, ci sono alcune cose che un buon Comandante non dovrebbe mai dire ai suoi uomini.

Esercitare il comando, in verità, non è cosa facile e, a volte, ci si potrebbe trovare in momenti di confusione o di crisi; anche in questo caso, però, bisogna gestire le proprie reazioni e ricorrere alla santa pazienza, perché ci sono cose che non vanno assolutamente dette.

La prima frase che non va mai pronunciata è: "Io sono il capo, quindi fai come ti dico".

Lavorando in un ambiente di adulti e non di ragazzini, in questo modo non ci si farà sicuramente rispettare, anzi…

 "Sei fortunato ad avere un lavoro" è una frase terribile, da dimenticare, che non dovrebbe mai esser detta da nessuno a nessuno.

Da bandire anche: "Tu non hai idea di cosa sia lo stress".

Ognuno ha il suo tipo di stress, e nessuno può decidere che quello proprio è superiore a quello altrui.

Da evitare, infine: “Non sei certo l’unico ad avere un problema …”

Quando un dipendente ha un problema, di qualsiasi natura, dovrebbe avere sempre la possibilità di parlare con il suo capo senza paura e questi dovrebbe esser sempre disposto ad ascoltare le sue preoccupazioni.

Si tratta solo di tre o quattro consigli sparsi qua e là, detti alla rinfusa da un vecchio appuntato di altra epoca e senza alcuna velleità pedagogica … con l’augurio di buon lavoro a tutti, comandanti e comandati.