www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/06/2015  -  stampato il 09/12/2016


Carenze d'organico carcere di Trapani e Sicilia: interrogazione parlamentare

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04189
presentata da
VINCENZO SANTANGELO 
giovedì 25 giugno 2015, seduta n.473

SANTANGELO, CRIMI, PUGLIA, DONNO, MARTON, MORRA, CAPPELLETTI, BERTOROTTA, SERRA, GIARRUSSO, BUCCARELLA, PAGLINI, CATALFO - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

in data 29 maggio 2015 il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo ha effettuato una visita presso la casa circondariale di Trapani al fine di verificare lo stato generale delle strutture dell'edificio, le condizioni di detenzione della popolazione carceraria, nonché per appurare le condizioni di lavoro e la consistenza numerica del personale della Polizia penitenziaria in servizio presso lo stesso istituto;

la situazione dell'organico di Polizia penitenziaria presso la casa circondariale di Trapani a giudizio degli interroganti appare sottodimensionata, come anche segnalato dai sindacati di categoria e dallo stesso personale della casa circondariale;

alla data della suddetta visita il personale di Polizia penitenziaria era composto da 242 unità a fronte di un organico previsto di 323 unità; pertanto risultava una pianta organica inferiore di 81 unità di cui 18 unità inviate alla CMO (commissione medica ospedaliera) e che, conseguentemente e pur se formalmente presenti, non prestano servizio;

nella casa circondariale è manifesta l'esigenza di incrementare l'organico, integrando in modo particolare, il personale del servizio denominato SAT (sezione a custodia attenuata per tossicodipendenti) nei reparti detentivi e nelle portinerie. L'insufficienza di personale è dovuta anche ai pensionamenti che hanno ridotto la pianta organica, che in passato era di 380 unità scese alle attuali 242 unità operanti nei vari ruoli;

la carenza di personale è resa ancor più gravosa dall'età media del personale di Polizia penitenziaria in servizio che è superiore ai cinquanta anni;

tale situazione genera un pesante carico di lavoro, a parere degli interroganti da non sottovalutare, che può contribuire all'insorgenza di patologie, quali stress, depressione e difficoltà cardiocircolatorie, che determinano assenze per motivi di salute. Tale rischio è confutato dall'alto numero di unità di personale penitenziario inviate alla CMO;

considerato che:

l'attività degli agenti di Polizia penitenziaria è particolarmente usurante, stante che il carcere è "terra di frontiera" e di contraddizioni, dove vi è una quotidiana esposizione diretta al rischio ed alla percezione del dolore altrui;

nella casa circondariale di Trapani nel mese di aprile 2015 risultavano presenti circa 410 detenuti, a fronte di una ricettività massima di 358, distribuiti in 3 reparti detentivi con regime di celle aperte per la durata di 8 ore in attuazione della cosiddetta "sentenza Torreggiani" nonché un reparto del circuito A.S. (alta sicurezza). Inoltre, come evidenziato nell'atto di sindacato ispettivo 3-01898 del 30 aprile 2015, molti reparti risultano in precarie condizioni strutturali e di salubrità;

la casa circondariale di Trapani è carente di personale nel ruolo di ispettori e di sovrintendenti. Con alto senso del dovere e di responsabilità, ma in evidente contrasto con le mansioni originarie e l'inquadramento economico riconosciuto, numerosi assistenti capo svolgono le funzioni di capo posto nei reparti detentivi, di capo scorta nelle traduzioni e di sorveglianza generale dell'istituto;

nel 2016 si presume l'ulteriore perdita di altre 50 unità di Polizia penitenziaria, in quanto verranno poste in quiescenza;

a parere degli interroganti è urgente compensare la carenza di personale anche al fine di garantire i diritti soggettivi del personale in servizio presso la casa circondariale di Trapani, previsti dalla legge n. 395 del 1990 vigente, contratto nazionale di lavoro e AQN (accordo quadro nazionale);

anche ad Augusta (Siracusa), come riportato dal quotidiano on line "Il Giornale di Sicilia" edizione di Siracusa del 9 maggio 2015, nella casa di reclusione di Bucoli la presenza di agenti di Polizia penitenziaria si è ridotta di 68 unità in un anno, passando da 356 a 288;

considerato inoltre che:

attualmente il direttore titolare della casa circondariale di Trapani dirige la casa di reclusione di Favignana, mentre la casa circondariale di Castelvetrano è diretta da un direttore in missione dalla casa circondariale "Pagliarelli" di Palermo;

la casa circondariale di Trapani è sede del servizio NTP (nucleo traduzioni e piantonamenti) anch'esso sottodimensionato, vista la competenza provinciale;

a giudizio degli interroganti è auspicabile garantire la pianta organica della casa circondariale di Trapani, così come di tutti gli istituti penitenziari, anche al fine di evitare che la cospicua carenza di personale di Polizia penitenziaria, diffusa in tutto il territorio italiano, comporti l'abbassamento della soglia di sicurezza generale nelle stesse case circondariali;

risulta agli interroganti che annualmente si ricorre alla mobilità ordinaria, non attuando un'integrazione di organico, ma sostituendo personale che successivamente viene trasferito in altre sedi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

a quanto ammonti il contingente del personale di Polizia penitenziaria attualmente in servizio nelle carceri italiane e quello effettivamente previsto nel rispetto delle normative vigenti;

se non ritenga necessario verificare e pertanto in presenza delle idonee condizioni, assegnare un direttore titolare nella casa di reclusione di Favignana, al fine di esonerare da tale incombenza la direzione della casa circondariale di Trapani, istituto già estremamente complesso e sede del NTP con competenza provinciale;

quali iniziative urgenti di competenza intenda intraprendere al fine di sostituire gli agenti trasferiti con altro personale di Polizia penitenziaria;

se non intenda implementare il numero degli agenti anche procedendo a nuove assunzioni, così come previsto nel cosiddetto "decreto carceri", proporzionate al numero attuale dei detenuti al fine di garantire la massima sicurezza sia degli agenti stessi che dei reclusi presenti negli istituti di detenzione dislocati nel territorio italiano e in particolare nella casa circondariale di Trapani, nonché per integrare nell'organico agenti di età più giovane.