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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/07/2015  -  stampato il 03/12/2016


Oggi, come allora, ciao Franz ...

Il 31 luglio di dieci anni fa, nel 2005, ci lasciava, dopo una lunga malattia, Franz Sperandio, giornalista, Capo Redattore di questa Rivista e Addetto Stampa del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

Nonostante il passare di tutti questi anni, ancora echeggiano in Segreteria Generale le parole del buon Franz, sempre pronto ad un consiglio, ad un suggerimento o a lanciare un’idea.

Ci ha insegnato tanto Franz Sperandio, ci ha insegnato tanto …

Nato nel 1948 a Bolzano, ma udinese di adozione, Sperandio iniziò l’attività giornalistica nelle radio private degli anni settanta (Radiofriuli su tutte), per proseguire poi sulla carta stampata (Cioè).

A cavallo tra fine degli anni ottanta e l’inizio dei novanta, Franz si concesse un’escursione in politica fino a diventare il Capo della Segreteria del Sottosegretario di Stato alla Giustizia Franco Castiglione.

Verso la fine degli anni novanta entrò a far parte della grande famiglia del Sappe nella quale si inserì talmente bene da arrivare a sentirsi uno di noi, fino al punto di dimenticarsi di non essere un poliziotto penitenziario.

Lui “si sentiva” un poliziotto penitenziario … ed in realtà lo è stato molto più di tanti colleghi che “non sentono” la divisa che portano.

Era insuperabile nella correzione delle bozze della Rivista. Talmente attento e meticoloso da individuare anche il più piccolo refuso.

Quando c’era lui difficilmente andava in stampa un numero con errori, anche veniali.

Una cosa in particolare ci ha insegnato: ogni foto, ogni immagine pubblicata deve avere la sua didascalia!

Diceva il buon Franz: non dare mai per scontato che tutti, ma proprio tutti, conoscano il soggetto della foto; anche fosse il Papa, ci deve essere una didascalia con scritto “questo è il Papa”.

Io, noi tutti, non dimenticheremo mai l’amico e “collega” Franz Sperandio.

Oggi, come allora, ciao Franz …