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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/08/2015  -  stampato il 10/12/2016


Cade un’altra discriminazione per i concorsi nelle forze dell’ordine: la Corte di Giustizia Europea dichiara illegittimo il limite di età

Secondo La Corte di Giustizia Europea (Sez. II, sentenza 13.11.2014, n. C-416/13) non vi possono essere limiti di età per l’accesso ai concorsi pubblici, anche se si tratta di attività lavorative che richiedono particolari capacità fisiche.

Di conseguenza, il diritto comunitario non può ammettere norme nazionali che fissano un limite di età per l’assunzione di agenti di polizia locale.

Per tale motivo la Corte, con decisione dello scorso novembre 2014, ha stabilito che la legge del Principato delle Asturie, che fissa un limite di età a 30 anni per l’assunzione degli agenti di polizia locale, è contraria al diritto dell’Unione.

Il limite, infatti, rappresenta una ingiustificata discriminazione, giacché la Direttiva 2000/78/CE del 27 novembre 2000 ha stabilito la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, vietando espressamente ogni disparità direttamente o indirettamente fondata sull’età.

In particolare, l’articolo 6 della direttiva 2000/78 prevede che “Fatto salvo l’articolo 2, paragrafo 2, gli Stati membri possono prevedere che le disparità di trattamento in ragione dell’età non costituiscano discriminazione laddove esse siano oggettivamente e ragionevolmente giustificate, nell’ambito del diritto nazionale, da una finalità legittima, compresi giustificati obiettivi di politica del lavoro, di mercato del lavoro e di formazione professionale, e i mezzi per il conseguimento di tale finalità siano appropriati e necessari”.

In pratica, la Corte di Giustizia Europea ha eccepito che la legge delle Asturie concretizza una disparità di trattamento basata sull’età giacché, a parità di situazioni, alcune persone, che hanno compiuto e superato i 30 anni, sono trattate meno favorevolmente rispetto ad altre.

Inoltre la Corte, pur riconoscendo che la natura di alcune funzioni degli agenti di polizia locale (es. la protezione di beni e/o persone) possa richiedere una idoneità fisica particolare, rileva che non è dimostrato che le capacità fisiche particolari richieste siano necessariamente collegate ad una determinata fascia di età e non sussistano, invece, nelle persone che l’abbiano superata.

Partendo da tale considerazione, la CGE ha precisato, quindi, che nulla permette di affermare che il pur legittimo obiettivo di garantire l’operatività del corpo di polizia locale, possa consentire di stabilire una configurazione dell’età al suo interno imponendo l’assunzione di lavoratori con meno di 30 anni, conseguendo da ciò che il limite di età fissato dalle Asturie rappresenta un requisito sproporzionato.

Oltremodo, la stessa Corte precisa che gli agenti devono sostenere, secondo il bando di concorso, prove fisiche specifiche che, in quanto impegnative e di per sé eliminatorie, possono consentire, ex se, una “naturale selezione” delle persone più idonee, senza dover “ricorrere al limite di età per l’assunzione nel bando di concorso”.

Ovviamente, la sentenza non potrà non avere dei riflessi anche da noi in Italia, laddove dovrà essere recepita legislativamente.

Dopo l’abolizione dei limiti di altezza, ci accingiamo, quindi, ad abbattere un’altra barriera discriminatrice per l’ingresso nelle forze dell’ordine.

Un altro passo verso la completa attuazione dell’articolo 3 della nostra Carta Costituzionale, che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

Peccato che, nel frattempo, siano già  passati quasi settanta anni …