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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/07/2015  -  stampato il 11/12/2016


Quello che il DAP nasconde e che i sindacati non riescono a far rendere pubblico

Ho sempre avuto pessimi voti sia in matematica, sia in statistica, ma li ho considerati sempre due strumenti imprescindibili a supporto delle proprie argomentazioni, indispensabili se si vuole discutere seriamente per risolvere i problemi.

E di problemi la Polizia Penitenziaria ne ha tanti.

Per questo non condivido il disinteresse e l'approssimazione dei sindacati nel sottovalutare l’importanza dei numeri e della loro interpretazione.

Molte delle rivendicazioni e delle denunce sindacali rimangono chiacchiere al vento, perché si limitano a generiche proteste non supportate da dati.

In tal modo non è possibile capire e correggere gli sprechi o riparare alle ingiustizie e quindi non si riesce a tutelare al meglio i Poliziotti Penitenziari.

Alcuni esempi …

SOVRAFFOLLAMENTO - per anni la parola “sovraffollamento” è stata sulla bocca di tutti, ma non venivano mai riportati i dati per ogni singola Regione, per ogni singolo Istituto. Ancora oggi non ci sono dati ufficiali pubblici sui trend di crescita o decrescita per ogni singolo carcere. Parlare di sovraffollamento non vuol dire nulla, soprattutto se i dati non vengono incrociati con le presenze del personale di Polizia Penitenziaria.

EVENTI CRITICI - a parte il discorso sui suicidi dei detenuti che pare essere l'unico che interessa la stampa (omettendo però quelli sventati dalla Polizia Penitenziaria), non è possibile conoscere, capire e arginare il fenomeno delle aggressioni in carcere da parte dei detenuti nei confronti dei Poliziotti Penitenziari. Eppure sarebbe utile capire in quale carceri si verificano più aggressioni, in quali sezioni, quali tipologie di detenuti, in quali momenti della giornata, etc. Il sindacato dovrebbe pretendere questi dati dal DAP.

STRAORDINARI - in ogni micro-regno che corrisponde ad ogni carcere, un Direttore (soprattutto se assecondato dal Comandante) può gestire discrezionalmente le ore di straordinario di propria competenza. Per la famosa quanto fumosa legge sulla privacy più volte invocata a sproposito, ai sindacati non è possibile accedere ai singoli nominativi dei poliziotti che usufruiscono degli straordinari. Una comparazione suddivisa per ruoli potrebbe essere utile, soprattutto nei piccoli Istituti.

TRADUZIONI E PIANTONAMENTI - ... scommetto che ne vedremmo delle belle se riuscissimo a comparare le traduzioni effettuate da ogni singolo Provveditorato, con quanti uomini a disposizione, con quanti mezzi, con quanto straordinario, etc. Si potrebbero verificare, ad esempio, quante traduzioni non dovrebbero essere svolte, in quanto non ricadenti nelle competenze del Corpo e dell’Amministrazione penitenziaria. Ma in periferia, anche a causa dei mancati controlli dei Provveditorati regionali e del Dipartimento, si continuano a dilapidare risorse vere. I sindacati dovrebbero pretendere questi dati, altrimenti si rischia di ritrovarsi in situazioni, nella migliore delle ipotesi, di scarsa efficienza.

PERSONALE IN FORZA E DISTACCATO -  Sono convinto che il vero buco nero dell’Amministrazione sia proprio nella distribuzione del personale di Polizia Penitenziaria nei vari Istituti. I pochi dati che sono riuscito a raccogliere (andando a ripassare i libri di matematica e statistica delle superiori) gridano già scandalo per come sono distribuiti gli Agenti, i Sovrintendenti, gli Ispettori nelle varie carceri italiane. È facile dire che manca il personale, troppo facile. Ciò non toglie che la carenza complessiva viene artatamente nascosta dal DAP, proponendo tabelle statistiche che riportano dotazioni organiche (cioè il personale previsto) nelle sedi extra moenia pari a 0 (leggasi ZERO), mentre sono oltre due anni che uno specifico decreto ministeriale ne ha fissato i numeri per ciascuna struttura (DAP, PRAP ed altri Uffici e Servizi che non siano istituti penitenziari). Il sindacato non riesce ad incidere più di tanto su questa situazione, a fronte di un interesse particolare per le condizioni di vita dei detenuti (basti pensare ai regimi più i meno aperti nelle carceri) disgiunto dalla gestione complessiva del personale di Polizia Penitenziaria.

Questi sono solo alcuni esempi.

Certamente ci sono altre mille informazioni indispensabili che i sindacati dovrebbero pretendere dal DAP il quale, un po’ per incapacità, un po’ per omertà, un pò per autoconservazione, si guarda bene dal monitorare, studiare e diffondere.

Fino ad allora, è chiaro che saremo sempre in balia degli umori dei Dirigenti, che a loro volta non hanno assolutamente il polso della situazione.

Insomma, al Dap invece che alla matematica e alla statistica possiamo ben dire di essere in mano alla Santa Provvidenza !

 

 

La selezione darwiniana dei dirigenti del DAP

 

Il Sindacato che vorrei

 

Piante organiche del DAP, PRAP e Scuole: ecco perché non le metteranno in pratica tanto facilmente

 

La caduta della Polizia Penitenziaria: fino a qui, tutto bene