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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/08/2015  -  stampato il 08/12/2016


Chiusura degli OPG: la solita messinscena che crea pił problemi di quanti ne risolve

Gridano al successo i sostenitori della chiusura degli OPG per la pronuncia della Consulta che nei giorni scorsi ha stabilito la legittimità della Legge 81/2014.

La questione era stata sollevata dal Tribunale di Sorveglianza di Messina, per le parti in cui la legge 81/14 stabilisce che l'accertamento della pericolosità sociale "è effettuato sulla base delle qualità soggettive della persona e senza tenere conto delle condizioni (cosiddette ambientali) di cui all'articolo 133, secondo comma, numero 4, del codice penale" e che "non costituisce elemento idoneo a supportare il giudizio di pericolosità sociale la sola mancanza di programmi terapeutici individuali".

La Consulta ha confermato la piena legittimità costituzionale della legge 81/2014, laddove in sostanza ci dice che un malato povero, emarginato, senza casa o abbandonato dai servizi non può diventare, per questa ragione, socialmente pericoloso e finire in un ospedale psichiatrico giudiziario, come troppo spesso sinora è accaduto.

Da uomo qualunque mi pare una giusta osservazione quella della Consulta, ma non posso fare a meno di chiedermi se negli OPG ci siano solo “poveri cristi” abbandonati dalle famiglie, per questo peggiorati nel loro disagio mentale e, quindi, considerati pericolosi dalla società.

Bastano due minuti su internet ed ecco che spunta fuori la vicenda del “Mostro di Foligno” Luigi Chiatti che finirà di scontare la sua pena il prossimo 5 settembre, ma che dovrà passare altri tre anni in una REMS (residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria).

Un click più in là ed ecco che appare anche la storia di Marcello Colafigli “Il Bufalo” della banda della magliana che in OPG c’era finito con un escamotage piuttosto che per reale disagio mentale. Bisogna ricordare infatti che gli OPG sono stati anche utilizzati per evitare il carcere da quei malavitosi con conoscenze molto in alto … Colafigli, peraltro, dall’OPG di Reggio Emilia s’era allontanato grazie a un permesso premio nel 1989 e solo un anno dopo era stato catturato di nuovo a Roma.

Allora continuo a cercare, da uomo qualunque, e per  farmi un’idea mi annoto alla rinfusa queste informazioni.

C’era una legge, la 9 del 2012, che fissava i termini del “superamento degli Opg” al primo aprile 2013, una legge conseguente alle ispezioni della commissione del Senato sulla sanità, presieduta da Ignazio Marino, attuale Sindaco di Roma. Poi le proroghe e il  decreto-legge 31 marzo 2014, n.  52, convertito in Legge il 30 maggio 2014, n. 81, che ha fissato la chiusura definitiva degli OPG al 31 marzo 2015.

Una indagine di qualche anno fa aveva riscontrato che il 54% degli internati negli OPG aveva commesso omicidi o tentati omicidi. Le più aggiornate parlano di un 30% ma, come al solito, mancano i dati ufficiali del DAP.

I ministri della Salute e della Giustizia alla scadenza del 31 marzo del 2015, ultimo giorno di vita degli OPG, avevano detto che non ci sarebbero stati rinvii dell'ultima ora. E infatti a quattro mesi da quell’ultimo giorno, gli OPG sono quasi ancora tutti in funzione … con Castiglione delle Stiviere che ha addirittura raddoppiato le presenze: 250 per 120 posti disponibili.

64 psichiatri del Dipartimento Salute Mentale di Bologna avevano scritto qualche mese fa: “"Cosa possiamo fare quando non si riesce ad arginare l'aggressività di un paziente? E quando si allontana dalla struttura? Chi ha la custodia? Quando devono intervenire le forze dell'ordine?". "La sicurezza  -  aveva assicurato Vito De Filippo, Sottosegretario al Ministero della Salute  -  è affidata alla prefettura, con sorveglianza esterna o altri interventi."

Sono 172 i milioni di euro consegnati alle Regioni per mettere in piedi le REMS (20 posti al massimo per ognuna, ma senza indicare un minimo). Quasi tutte le nuove Rems saranno provvisorie perché per quelle definitive, ci vuole tempo …

Qualche mese fa, A. M., che strangolò sua madre a Prato, fuggì mentre veniva trasferito dall'Opg di Montelupo in una comunità. Dopo due giorni è stato ripreso.

Lo scorso 17 luglio presso la REMS di Caltagirone (inaugurata il 30 aprile 2015), l’ennesimo caso di aggressione di un paziente nei confronti di un infermiere: a seguito di un alterco con "l’ospite”, l’infermiere ha ricevuto un pugno in piena faccia. Gli infermieri: “A nostro avviso, permangono intatte le insufficienze del sistema, la ‘pericolosità sociale’ è presente e può sfociare in qualsiasi momento in aggressioni. Di fatti la sinergia richiesta tra la Magistratura e la Asp per gestire tale struttura, ad oggi si è limitata ad un discutibile protocollo di intesa. Gli operatori non sono stati formati per gestire situazioni di disagio complesse”.

Il garante dei diritti dei detenuti della Toscana Franco Corleone e l’associazione L’Altro Diritto hanno presentato ricorso alla magistratura di sorveglianza, insieme a 58 detenuti dell’OPG di Montelupo Fiorentino, denunciando il fatto che l’internamento in OPG dopo il 31 marzo 2015 è illegittimo.

Mauro Palma, il Consigliere del Ministro della Giustizia, ha chiesto il commissariamento delle amministrazioni regionali che non hanno ancora trovato strutture alternative agli Opg, tra queste Veneto e Piemonte. E ha avvertito: "A settembre il comitato Onu contro la tortura visiterà le Rems".

Il capogruppo di Forza Italia Galeazzo Bignami ha chiesto, con un’interrogazione alla Giunta regionale, se per la "Casa degli Svizzeri" di Bologna (la REMS inaugurata il 27 marzo 2015 con 14 pazienti, in attesa di quella definitiva), fosse prevista la presenza di almeno un poliziotto penitenziario, considerata la pericolosità dei ricoverati e l’inadeguatezza degli operatori a fronteggiare situazioni di pericolo e aggressioni.

Alla fine, rileggendo gli appunti, mi chiedo, da uomo qualunque, se non siamo di fronte all’ennesima messinscena gestita dal Ministero della Giustizia che, insieme a quello della Sanità, prima si lodano a vicenda per i risultati raggiunti (sulla carta delle leggi) e poi arrivano quasi a denunciarsi a vicenda per rimbalzarsi le inadempienze.

Per ora mi limito solo ad esprimere solidarietà a tutti quei colleghi che, fin’ora, hanno rischiato e rischiano ogni giorno la propria incolumità negli OPG e a tutti quegli altri operatori che prima o poi dovranno avere a che fare con i “pazienti” delle REMS.