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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/01/2010  -  stampato il 10/12/2016


Venezia: "per non dimenticare" al 4 anno di vita

L’Associazione di cui ho l’onore di far parte, è da anni impegnata in diverse attività nel campo del sociale, nel mantenere vive le tradizioni del Corpo, nel rinsaldare lo spirito di amicizia tra il personale in quiescenza e quello in servizio; si è ispirata inizialmente al ricordo di coloro i quali per adempiere i propri doveri istituzionali, si sono immolati per la tutela della società. In seconda analisi, è nata in ciascuno di noi un’ampia intesa di pensiero, rivolto non solo agli operatori del corpo di Polizia Penitenziaria ma pure a tutti quegli umili servitori dello Stato che hanno assicurato l’ordine e la sicurezza pubblica e a quelli delle Forze Armate, quali garanti della difesa della Patria e portatori di pace e democrazia in particolari aree del mondo.

E’ a questa vasta schiera di operatori che l’Associazione ha inteso dedicare annualmente la cerimonia religiosa che si celebra nell’antichissima chiesa di - San Luca Evangelista - nel centro storico di Venezia. L’ispirazione accennata è nata in noi, a seguito di una preziosa donazione di una riproduzione dell’icona della Madonna della Sfida dall’Associazione culturale Terra è Vita di Barletta (BA).

L’icona (Paolo Serafini Modena 1849) è custodita nella cattedrale della stessa città e venerata a seguito della storica disfida di Barletta, quale ringraziamento per la vittoria conseguita dai nostri cavalieri e che rappresentò, per la società dell’epoca, l’origine di una diversa coscienza verso nuovi ideali di vita, improntati al rispetto della dignità umana, della libertà e dell’italianità.

Prendendo spunto da questi antichi valori, abbiamo voluto collegare questo avvenimento alla memoria di tutti gli operatori dello Stato che hanno sacrificato la propria vita per la tutela della legalità e delle istituzioni democratiche, a difesa del sacro suolo della Patria.

Proprio in questo contesto abbiamo voluto annualmente ricordare la figura e la memoria di uno di questi operatori affinchè il loro sacrificio non cada nell’oblio, ma resti vivo nella nostra mente e sia tramandato ai giovani.

Inizialmente, ossia nel giugno del 2007, abbiamo ricordato la memoria del maresciallo di Pubblica Sicurezza - Savino Smisi - in servizio presso la Questura di questa città, il quale, nel gennaio 1980, ha pagato con la vita e, in maniera tragica, per adempiere ai propri doveri Istituzionali. La figura di questo padre esemplare riscuoteva apprezzamenti e stima per la sua rettitudine e serietà, nel suo ambiente lavorativo e tra la popolazione.

Nell’aprile 2008 sono state ricordate le brutalità subite ed il tragico epilogo della vita di un grande uomo appartenuto al Corpo degli Agenti di custodia, Andrea Schivo. L’agente Schivo, persona dotata di considerevoli qualità umane e di sensibilità verso il prossimo, pur consapevole dei rischi a cui andava incontro, mosso da umana pietà verso poveri sventurati e soprattutto nei confronti dei bambini, recapitava loro delle cibarie. Scoperto dagli aguzzini tedeschi, fu deportato nel lager di Flossenburg in Germania, ove trovò la morte.

Questo umile servitore dello Stato è stato, a perenne memoria, insignito della massima onorificenza dello Stato d’Israele Giusto tra le Nazioni.

Nel 2009, invece, abbiamo ricordato la figura e la memoria del maresciallo dell’Esercito Italiano, Giovanni Pezzulo, il quale per alleviare le sofferenze della popolazione di una località in prossimità di Kabul (Afganistan), ha perso la vita in un vile agguato teso da terroristi Talebani, mentre distribuiva generi alimentari e medicinali. Il Maresciallo Pezzulo, originario di Carinola (CE) dal 1980 faceva parte dell’Esercito Italiano e all’interno dello stesso, aveva acquisito varie specializzazioni. II suo sacrificio e quello di tanti altri operatori di pace che non debbono mai cadere nell’oblio.

Quest’ultimo nostro riconoscimento, ha riscosso una notevole e vasta risonanza nell’opinione pubblica. Alla cerimonia, infatti, erano presenti le massime autorità comunali, provinciali, regionali, militari e del governo, nella persona del Prefetto, S.E. Dott. Luigi Pizzi. Era inoltre presente il Sindaco di Barletta (BA) Nicola Maffei con la sua delegazione e rispettivo Gonfalone. Significativa è stata anche la presenza di una scolaresca di 5ª elementare, con la propria insegnante della Scuola S. Giuseppe di Venezia.

Il sacrificio e il dispendio di energie per la realizzazione di questi eventi, volti ad infondere, anzitutto ai giovani la cultura della legalità, del rispetto per la dignità umana e per la pace da parte di questa minuscola compagine, trova conforto e al tempo stesso maggior vigore nel proseguire in questo nostro cammino.