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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/09/2015  -  stampato il 05/12/2016


Stati generali dell’esecuzione penale: cronaca incontro del Ministro con i direttori penitenziari.

Si è tenuta il 9 settembre a Casal del Marmo, nella sede dell’ISSP, la famigerata riunione di tutti i direttori penitenziari italiani col Ministro della Giustizia Andrea Orlando, a proposito degli Stati generali dell’esecuzione penale.

Presenti all’incontro coi direttori, oltre il Ministro, il Capo di Gabinetto Melillo, il Capo Dap Consolo, il Direttore dell’Issp De Pascalis e il Direttore Generale Beni e Servizi De Gesu.

La kermesse è iniziata con le recriminazioni da parte dei direttori per non essere presenti in alcun tavolo degli Stati generali.

Sono seguiti alcuni interventi nello specifico:

Sull’affettività in carcere si è proposto di non limitare le telefonate.

Per quanto riguarda i detenuti stranieri si è suggerito di strutturare i mediatori culturali.

Il direttore di Asti ha “osato” considerare che è necessario aver cura del personale ancor prima dei detenuti.

Il Direttore di S. Gimignano ha voluto evidenziare che il direttore è “il motore” dell’amministrazione penitenziaria.

E' emersa, poi, la necessità di incrementare gli organici, i lavori socialmente utili e il volontariato con copertura assicurativa.

Si sono auspicati meno paletti sui telefoni cellulari per gli stranieri.

Si è lamentato il pericoloso aumento nelle carceri dei detenuti con problemi psichici e il ritardo delle REMS e la mancanza di strumenti contro la recidiva e le tensioni interne, soprattutto per quanto riguarda il lavoro.

Il direttore di Brescia ha lamentato che si “spreca” troppo tempo con i problemi della Polizia Penitenziaria e con le relazioni sindacali a discapito del tempo a disposizione per i detenuti (!???!!!?!?!).

Il direttore di Cassino ha “spiegato” che il detenuto non è un soggetto passivo perchè necessita di  attività assistenziale, che invece è diminuita soprattutto l’attività trattamentale. Ha evidenziato, anche, il problema dei transgender auspicando che le risorse vengano assegnate in base alle effettive difficoltà e non indiscriminatamente. Ha inoltre osservato che per la Polizia Penitenziaria è indispensabile  stabilizzare le situazioni, anche ricorrendo all’edilizia penitenziaria.

Per il direttore di San Vittore, il difficile è fare le memorie difensive, solo a Milano ci sono 650 ricorsi. La vigilanza dinamica dovrebbe essere integrata, e non riguarda solo la Polizia Penitenziaria ma anche altre figure che nessuno cita. Ha osservato, che nell’ottica di prevenzione dei suicidi è necessario non limitare l'uso del cellulare, soprattutto per gli  imputati, senza  dimenticare il problema dei bambini in carcere. Ha considerato, infine, che il tribunale dei minori deve essere un nuovo interlocutore.

 

Questi, più o meno, i “contributi” più significativi dei direttori degli oltre duecento istituti penitenziari italiani che, sicuramente, saranno utilissimi al Ministro per concludere gli Stati generali

 

Intervento del Capo Dap Santi Consolo

Secondo il Capo Dap i direttori dovrebbero essere più imprenditori. Le cooperative devono essere coinvolte. Serve  maggior lavoro interno con l’utilizzo dei detenuti come manodopera per manutenzione ordinaria. E’ indispensabile aiutarsi tra direttori, presentare progetti a cassa ammende (finora circa 700).

Quest’estate ha diramato note e circolare per una nuova sorveglianza dinamica, con vademecum sul da farsi per prevenire  suicidi e atti lesivi e, soprattutto, per ribadire che per essere ammessi al regime di sorveglianza dinamica bisogna meritarlo.

Ci sarà una revisione dei circuiti, col presupposto della conoscenza della persona.

Si punta anche ad un aumento delle specializzazioni della Polizia Penitenziaria per consentire maggiori opportunità di lavoro. 

Il Capo dap, invita infine ad evitare contrapposizioni con la Polizia Penitenziaria e piuttosto a collaborare con il Corpo.

Ha concluso affermando di contare molto sulla capacità culturale di adeguamento dei direttori.

 

Intervento del Capo di Gabinetto Giovanni Melillo

L’incontro odierno è di informazione.

Sappiamo tutti della crisi per il sovraffollamento e del decreto sulle depenalizzazioni.

Ci sono stati errori nel piano carcere chiuso perché ha prodotto pochi posti e 260 mln di euro sono stati accantonati per altri progetti. Il piano comunque proseguirà al Ministero delle Infrastrutture.

Ora bisogna  dirottare risorse all’esterno del carcere.

Com’è noto è in atto il riordino di tutto il ministero. Le risorse sono limitate e vanno ben utilizzate anche con piani di razionalizzazione dei consumi e delle le bollette. E’ indispensabile il recupero di risorse, con maggiore attenzione agli sprechi e alla razionalizzazione. Una risposta è stata il riordino del ministero e la conseguente redistribuzione delle risorse.

I detenuti ammessi alla esecuzione penale esterna hanno un rapporto di uno a due con quelli in carcere mentre in Europa il rapporto è di uno a uno.

La Probation chiede collaborazione tra i due dipartimenti. Questo porta a rivedere cassa ammende.

Processo riformatore degli Stati generali presuppone l'ascolto di tutti secondo il sistema anglosassone.

Da questo momento i direttori intervenuti si considerino iscritti ai tavoli degli Stati generali. Allo stato attuale abbiamo circa 300 direttori dei quali il 25% va verso la pensione. Peraltro tanti di loro hanno più incarichi: doppio carcere o carcere + uepe.

Per quanto riguarda le prossime nomine ha ufficializzato Buffa come nuovo vice capo Dap mentre Cascini si è già insediato alla Giustizia Minorile.

 

Intervento del Ministro Andrea Orlando

Sono convinto dell’utilità di questa discussione. Dopo la sentenza Torreggiani abbiamo risolto il tema quantitativo, adesso occorre uno sviluppo qualitativo. La funzione riabilitativa è tutta da fare. In questo momento storico abbiamo un indirizzo politico ma è necessario acquisire anche una sensibilità politica.

Sugli opg c'e stata una battaglia politica.

Dobbiamo lavorare su una nuova idea del carcere, che offra al detenuto la possibilità di riscatto. Bisogna fare passi avanti anche sulla premialità. Per fare questo è necessario un patto a tre:  direttori, Polizia Penitenziaria e magistratura di sorveglianza.

Adesso è altrettanto necessaria una valutazione sulla capacita di portare avanti gli obiettivi.

Occorre fare l'identikit del  buon dirigente penitenziario. Non possiamo non considerare che, come in ogni altro ambito, c'e avanguardia ma anche retroguardia. C'e un substrato che vive di passività.

Il sindacato sarà senz’altro coinvolto negli Stati generali.

Siate i protagonisti di questa trasformazione. Costruiamo insieme le regole del gioco. Possiamo fare passi avanti in senso normativo e strutturale. Sono necessari sforzi individuali da mettere insieme negli Stati generali.

 

P.S.

Assenze (più o meno) giustificate, ancorché eclatanti:

Il Direttore Generale del Personale Turrini Vita e il Direttore Generale dei Detenuti Piscitello.

Numerosi assenti tra i dirigenti dipartimentali, dei provveditorati e delle scuole.

Presenti i Provveditori Regionali ma nessuno è intervenuto.

Presente anche dirigente Esecuzione Penale Esterna dott. Petralla.