www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/09/2015  -  stampato il 09/12/2016


Arresti del NIC della Polizia Penitenziaria di esponenti del clan Russo collegati ai casalesi

Oggi, 15 settembre 2015, alle prime luci dell’alba, il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, su disposizione della DDA di Napoli e in collaborazione con il Centro Operativo della DIA DI Napoli, ha eseguito numerosi arresti nei confronti di esponenti della famiglia Russo e di loro affiliati, già detenuti in carcere, che operano alle dirette dipendenze del capo dei Casali Francesco Schiavone, detto Sandokan, detenuto al 41 bis e di Giuseppe Russo, detto o' padrino, da anni anche lui in carcere al regime 41 bis.

Quarantaquattro ordinanze di custodia cautelare nell’ambito di un'inchiesta sulla fazione del clan dei Casalesi che fa capo alla famiglia Russo. E' emerso il coinvolgimento nella gestione di slot machine e video poker, un business da milioni di euro gestito attraverso prestanomi incensurati. È l’ultimo affare del clan camorristico dei Casalesi, decimato dagli arresti e ora guidato dalla famiglia Russo.

Arresti del NIC della Polizia Penitenziaria di esponenti del clan Russo collegati ai casalesi

Le accuse, a vario titolo, rivolte nei confronti del clan camorristico Russo, da sempre alleato alla cosca del boss Francesco «Sandokan» Schiavone e ritenuto oggi al vertice delle cosche criminali casalesi, vanno dall'associazione per delinquere di tipo mafioso al trasferimento fraudolento di valori, illecita concorrenza con minaccia o violenza, e riciclaggio, reati aggravati dall'aver favorito il clan.

Il contributo investigativo del NIC alle indagini, che ha richiesto un notevole impegno in materia di risorse ed energie, è stato di rilevante apporto investigativo, tanto da confluire, anche a seguito di informativa conclusiva del NIC, nelle 44 ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP di Napoli.

L'indagine riguarda le attività del gruppo Schiavone-Russo, indicato come il centro dell'organizzazione, comandato da Francesco Schiavone, detto Sandokan, e da Giuseppe Russo, 'o Padrino, entrambi detenuti.

Dopo la cattura di numerosi esponenti di primo piano del clan la famiglia Russo, secondo gli inquirenti, avrebbe assunto un ruolo di vertice: Corrado (l'unico fratello libero) e Raffaele Nicola Russo sono ritenuti i reggenti del clan dei Casalesi ai quali sarebbe stato affidato il compito di riorganizzare le fila "soprattutto da un punto di vista militare", come sottolineano gli investigatori.

Gli sviluppi dell'inchiesta si fondano su intercettazioni e sulle dichiarazioni di vari collaboratori di giustizia. I Russo si erano imposti - spiegano gli inquirenti - nella gestione delle estorsioni e del controllo degli appalti, in rapporti con rappresentanti delle amministrazioni locali, e nel controllo - anche attraverso commercianti e imprenditori "compiacenti" - delle principali attività economiche.