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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/09/2015  -  stampato il 05/12/2016


Giornata della legalitÓ nella Scuola "Giovanni Falcone" ma, come al solito, nessuno ne parla

Il 16 settembre scorso, presso la Scuola di formazione e aggiornamento della Polizia Penitenziaria “Giovanni Falcone”, proprio nel piazzale antistante la teca che custodisce la Croma in cui perse la vita il Magistrato insieme alla moglie e agli Agenti della scorta, si è svolto un incontro molto importante tra numerosi studenti delle scuole romane e rappresentanti delle istituzioni per discutere di legalità.

Gratteri, Gabrielli, Sabella e Ardita con gli studenti di Roma per la Giornata della Legalità nella Scuola della Polizia Penitenziaria

Ne abbiamo dato conto nella nostra rubrica di rassegna stampa penitenziaria in quanto nessun avviso era pervenuto in redazione se non uno scarno comunicato da parte dell’amministrazione che si limitava ad una comunicazione di rito.

Eppure l’evento non era da poco. Non era di poco conto prima di tutto perché, per la prima volta, un così vasto pubblico di studenti, aveva l’occasione di discutere di legalità in una sede della Polizia Penitenziaria e magari, proprio con la Polizia Penitenziaria, poteva anche aprire un dialogo, un confronto: considerato anche la scarsità di occasioni che il Corpo ha di rendere pubblico il proprio lavoro e di rappresentarlo soprattutto ai giovani. C’è poi da evidenziare la caratura degli intervenuti a cominciare dal Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, l’assessore capitolino alla legalità, Alfonso Sabella, il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri e quello di Messina, Sebastiano Ardita.

Incontro per la legalità con gli studenti di Roma presso la Scuola di Via di Brava

L’evento è stato sicuramente un successo per la partecipazione degli studenti che hanno avuto l’occasione di ascoltare esponenti di primo piano in fatto di legalità, ma è stato anche un’altra (ennesima) occasione che ci ha mostrato il vero volto della nostra amministrazione e dei nostri Dirigenti amministratori. Questi infatti si sono limitati ad “amministrare” l’evento, ma non un piccolo altro sforzo in più per pubblicizzarlo, per coinvolgere la Polizia Penitenziaria, che pure di legalità ne avrebbe da parlare con gli studenti …

E così, una giornata come quella, non è finita nemmeno nel cestino. Semplicemente, non è nemmeno esistita: né un cenno sui siti web, né un comunicato stampa.

Rimane allora l’amaro in bocca, ancora una volta, per l’incapacità dei nostri amministratori di cogliere il senso di certe occasioni e di certi gesti. Non riescono a comprendere l’importanza istituzionale dell’aprire un canale con le nuove generazioni e la società civile.

Dove sono tutte quelle belle parole del Capo DAP e dei suoi collaboratori che non perdono occasione per sottolineare l’importanza di aprire il carcere alla società civile?

Ma se non si riesce a “sfruttare” e “pubblicizzare” un evento come questo, ma cosa ci stanno a fare uffici stampa e pubbliche relazioni?