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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/09/2015  -  stampato il 03/12/2016


Carcere di Rovigo: interrogazione parlamentare sul mancato utilizzo

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04482
presentata da
ANTONIO DE POLI 
giovedì 10 settembre 2015, seduta n.502

DE POLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

si apprende da fonti di stampa di questi ultimi giorni l'inquietante caso del carcere di Rovigo la cui costruzione è completata da 2 anni e che sembra che sia costato alle casse dell'erario ben 29 milioni di euro: tale moderna struttura non sarà ancora messa in funzione, almeno nel breve periodo;

sempre dalle stesse fonti si apprende che, per portare a compimento il tutto, mancherebbero ancora 20 milioni di euro e che l'organico è ancora carente;

la prima pietra era stata posta nel 2007 dal Ministro pro tempore della giustizia Clemente Mastella e, dopo tutto questo tempo, suona paradossale se si pensa che l'Italia l'8 gennaio 2013 è stata condannata a pagare risarcimenti milionari ai detenuti che avevano presentato ricorso alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo per il sovraffollamento delle carceri;

i dati aggiornati al 30 aprile 2015 dicono che l'attuale vecchia casa circondariale di via Giuseppe Verdi ospita più detenuti di quanti ne possa contenere nonostante il nuovo carcere sia già pronto. Per la sua realizzazione occorrevano 40 milioni di euro: 20 milioni per i lavori strutturali e gli altri 20 per l'arredamento degli alloggi dei detenuti. Al momento sono stati spesi 29 milioni di euro e fra questi dovrebbero rientrare nel budget anche i costi dei 90 appartamenti per gli agenti e dei 2 superattici da 160 metri quadri destinati al capo o comandanti della Polizia penitenziaria;

sono state utilizzate quindi più risorse del necessario per i primi interventi (29 milioni di euro invece di 20), i costi della struttura sembrerebbero dunque essere lievitati passando da 40 a circa 50 milioni di euro: nel frattempo la sezione femminile è stata chiusa e le detenute sono tuttora ospitate a Venezia;

alla luce di tutto ciò le parole del prefetto Francesco Provolo, che si dice pessimista su una prossima apertura della nuova casa circondariale cittadina, destano perplessità perché non si capisce come mai non sia possibile utilizzare la nuova struttura,

si chiede di sapere quali misure siano allo studio e come il Ministro in indirizzo intenda intervenire per porre fine a questa paradossale situazione e per non sprecare le risorse erariali impiegate, anche in considerazione del fatto che l'Unione europea continua a richiamare l'Italia per l'insostenibile sovraffollamento nelle carceri.

(4-04482)