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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/09/2015  -  stampato il 06/12/2016


Rovigo: interrogazione parlamentare su mancato utilizzo del nuovo carcere

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10424
presentato da
BUSINAROLO Francesca
testo di
Lunedì 21 settembre 2015, seduta n. 486

BUSINAROLO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: 
negli ultimi anni la popolazione carceraria ha subito un notevole aumento, che ha generato un sovraffollamento degli istituiti di pena, creando situazioni di estrema precarietà ed un netto peggioramento della qualità della vita dei detenuti, già provati dalla restrizione della libertà, costretti a condividere spazi angusti (circa sei/otto detenuti a cella), con evidenti ricadute negative sulla loro salute psico-fisica; 
all'origine di tale situazione vi è un sistema carcerario che lamenta una grave carenza strutturale, con edifici obsoleti e inadatti a contenere un numero regolare di detenuti, oltre ad una carenza di risorse economico-finanziarie adeguate, che risolvano anche la situazione di precarietà legata alla scarsità del personale e dei mezzi; 
le cronache recenti riportano, in particolare, il caso del nuovo carcere di Rovigo, struttura realizzata tra il 2010 ed il 2013 e mai aperta, costato circa 30 milioni di euro e per il quale è stato deciso, da parte del Ministro della giustizia Andrea Orlando, di mettere a punto un dossier per stabilire il motivo della mancata apertura; 
secondo i dati relativi alla popolazione carceraria della regione Veneto le nove case circondariali presenti sull'intero territorio regionale ospitano 2.227 detenuti, ovvero 528 in più rispetto a quelli previsti dalla capienza regolamentare, che è di 1.699 (ovvero 30 per cento in meno); 
in attesa dell'apertura della nuova struttura si registra un sovraffollamento anche nella attuale casa circondariale di via Verdi, a Rovigo, regolamentata per 33 persone e che ne contiene invece 74, tutti uomini, per lo più stranieri, mentre la sezione femminile è stata trasferita lo scorso aprile; 
il nuovo carcere di Rovigo costituisce una delle 40 strutture realizzate in Italia e rimaste non utilizzate e dunque non rese operative. Dal 2013, tra l'altro, sono stati costituiti anche 90 appartamenti di servizio destinati al personale operante nella struttura e due destinati al comandante del Corpo di polizia penitenziaria; 
la situazione di precarietà si riflette anche sul personale operativo, penalizzato dai continui tagli e dalla carenza di risorse (la pianta organica della casa circondariale di Rovigo è di 62 unità, di cui dodici risultano in malattia a lunga degenza per motivazioni diverse, uno in malattia semplice, uno in distacco per motivi personali e due sono stati assegnati al nucleo operativo mobile, cinque sono prossimi alla pensione, dieci sono addetti alla parte amministrativa, mentre altri otto usufruiscono di congedi straordinari), di mezzi e di personale, per cui diventa difficile garantire un adeguato servizio di sorveglianza di 24 ore su 24 della struttura carceraria; 
a giudizio dell'interrogante il problema di fondo è legato da una parte alla mancanza di risorse economico-finanziarie adeguate, per cui scarseggiano i fondi per garantire gli stipendi di nuovi agenti di poliziapenitenziaria o per la gestione dei nuovi istituti, dall'altra ad uno spreco di risorse impiegate per una struttura, come quella del nuovo carcere di Rovigo, che rischia di rimanere inutilizzata –: 
alla luce di quanto descritto in premessa, quali iniziative, ciascuno per quanto di propria competenza, i Ministri interrogati intendano porre in essere, per verificare le cause del ritardo dell'apertura del nuovocarcere di Rovigo; quali siano i tempi previsti anche relativamente all'assunzione del personale, con l'obiettivo di garantire la tutela della dignità dei detenuti ed il regolare svolgimento delle attività penitenziarie. (4-10424)