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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/09/2015  -  stampato il 03/12/2016


Carcere di Rovigo, necessaria apertura del nuovo carcere: interrogazione palamentare

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04492
presentata da
BARTOLOMEO AMIDEI 
giovedì 10 settembre 2015, seduta n.503

AMIDEI - Ai Ministri della giustizia e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

la casa circondariale di Rovigo si trova nel centro storico della omonima città, in un antico convento del XIX secolo. L'edificio, la cui apertura risale al 15 luglio 1933, ha una superficie coperta di 4.000 metri quadri circa e scoperta di 4.300 metri quadri circa. È costituita da 4 corpi di fabbricato, di cui le 2 sezioni detentive occupano la parte antica, mentre gli uffici e la caserma risalgono agli anni '60;

in particolare, la caserma e gli annessi servizi si trovano al piano terra del palazzo di Giustizia. Trattandosi di struttura antica ubicata in centro città, non dispone di parcheggi per visitatori e fornitori e l'accesso è penalizzato dalla dimensione delle strade. La vetustà del complesso, inoltre, richiede continui interventi di manutenzione, fatti parzialmente in previsione dell'apertura di una nuova struttura;

il nuovo carcere di Rovigo è pronto dall'estate del 2013, ma, per renderlo operativo, servirebbero ulteriori milioni di euro, oltre ad una serie di assunzioni delle quali, per il momento, sembrerebbe non vi sia la disponibilità;

il costo iniziale dell'opera era stimato in 2 tranche da 20 milioni di euro ciascuna; la prima per la costruzione dell'immobile, la seconda per l'arredo, le opere collegate e la collocazione dei detenuti. Purtroppo però sono stati apportati degli aggiustamenti in corso d'opera che hanno incrementato del 50 per cento il costo della prima tranche;

dal 2013 ad oggi, all'interno dell'istituto penitenziario, sono stati costruiti 90 appartamenti di servizio destinati al personale della struttura e 2 attici di 160 metri quadrati destinati al comandante del Corpo di polizia penitenziaria;

da notizie in possesso dell'interrogante, per rendere operativa la nuova struttura, servirebbero circa ulteriori 20 milioni di euro per l'acquisto degli arredi e per l'assunzione di 120/130 agenti da affiancare agli attuali 50 già in servizio nella casa circondariale;

a giudizio dell'interrogante, il rischio che il nuovo carcere diventi una cattedrale nel deserto è più che concreto: la struttura è una delle 40 realizzate in Italia che non hanno ancora trovato utilizzo. Altresì, una costruzione di grandi dimensioni come quella in oggetto, se non utilizzata costantemente, rischia di terminare nell'usura e nel degrado;

considerato che:

in seguito alle numerose denunce per la mancata apertura del nuovo carcere di Rovigo, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha affermato che la nuova casa circondariale non sarebbe stata ancora consegnata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che ha curato la realizzazione dell'opera, al Demanio dello Stato, ma sono già state avviate le attività ricognitive e amministrative per la messa in funzione della stessa;

si teme, però, visto che la nuova emergenza non sembra più essere quella del sovraffollamento carcerario, ma dell'accoglienza dei richiedenti asilo, che la destinazione immediata dell'infrastruttura possa essere quella di ospitare i richiedenti asilo;

da quanto risulta all'interrogante, anche se i cosiddetti provvedimenti "svuotacarceri" hanno alleggerito la situazione di difficoltà ed arginato il problema del sovraffollamento carcerario, la situazione nella Regione Veneto è alquanto critica. Non a Rovigo, ove dai dati forniti dal Ministero di Giustizia, aggiornati al 31 luglio 2015, si può evincere che nella casa circondariale attualmente in uso, a fronte di una capienza regolamentare di 71 posti, sono presenti 63 detenuti, bensì negli altri capoluoghi di provincia;

difatti, la situazione in essere nelle altre case circondariali è la seguente: a Verona vi sono 562 detenuti per una capienza di 345 persone, a Vicenza 238 su 156, a Venezia 261 su 161 e a Padova 608 su 436;

in totale, al 31 agosto 2015, in Veneto, secondo i dati del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, sono presenti 2.227 detenuti, a fronte di una dotazione complessiva di posti pari a 1.699 (fra l'altro il dato singolare è che gli stranieri sono poco più della metà, ovvero 1.232). I numeri sembrano smentire che il nuovo carcere di Rovigo non sia utile o debba essere adibito ad altra tipologia di struttura;

da ulteriori notizie in possesso dell'interrogante, la situazione è grave, perdurante e necessita di una celere soluzione: sia il prefetto, sia il sindaco, con i quali il firmatario del presente atto di sindacato ispettivo è costantemente in contatto, hanno mostrato la loro preoccupazione per il futuro della nuova casa circondariale di Rovigo e si sono mostrati favorevoli ad intraprendere una soluzione congiunta per una risoluzione definitiva;

a giudizio dell'interrogante occorre creare un accordo tra le istituzioni cittadine, regionali e nazionali, perché su tematiche come la sicurezza e le opere pubbliche non sono ammesse divisioni di campo, visto che dovrebbero interessare a tutti,

si chiede di sapere:

quali orientamenti i Ministri in indirizzo intendano esprimere e gli eventuali tempi previsti per la realizzazione, in riferimento a quanto esposto in premessa e, conseguentemente, quali iniziative vogliano intraprendere, nell'ambito delle rispettive competenze, per porre rimedio all'annosa questione che riguarda la nuova casa circondariale di Rovigo;

se non ritengano, ciascuno per le proprie competenze, di dover fare chiarezza in merito all'incremento di spese in corso d'opera, di circa il 50 per cento, per la realizzazione dell'infrastruttura;

se non ritengano che le strutture carcerarie nella Regione Veneto siano oramai al collasso e, quindi, sia necessaria l'apertura di una nuova sede;

per quali ragioni sia stata paventata l'ipotesi di adibire il nuovo carcere a struttura di accoglienza per migranti e profughi.

(4-04492)