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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/09/2015  -  stampato il 03/12/2016


Immagine della Polizia Penitenziaria: quando nemmeno 11 titoli mondiali bastano per avere visibilitÓ

Personalmente non seguo il pattinaggio, a dirla tutta non seguo tanto lo sport in generale, ma la notizia che una nostra collega, Silvia Marangoni, ha vinto il suo undicesimo titolo mondiale di pattinaggio artistico su rotelle, credevo proprio venisse "opportunamente" evidenziata da qualche parte.

Non speravo certo di vedere la nostra atleta con l’uniforme della Polizia Penitenziaria in televisione, al tg delle venti oppure ospite di qualche trasmissione sportiva, ma almeno una qualche rilevanza “interna” me la sarei aspettata ...

I fatti:

Silvia Marangoni, dopo l’infortunio della scorsa stagione ed il secondo posto mondiale nell’edizione 2014, ai campionati mondiali di pattinaggio  artistico su rotelle (specialità inline) che si sono svolti a Calì, in Colombia (17/18 settembre), ha fatto sfoggio di tutta la sua grinta cogliendo un successo storico, il suo 11° titolo mondiale!!!

Dopo dieci giorni ... nemmeno un piccolo articoletto sul sito web della Polizia Penitenziaria, non dico in quello della Giustizia, ma almeno in casa nostra, sarebbe stato lecito aspettarsi qualche riscontro.

Ricordo a tutti che Silvia Marangoni è stata una di quegli atleti italiani che, nel 2014, sono stati insigniti del “Collare d’Oro al merito sportivo”, la massima onorificienza sportiva italiana, con una cerimonia presso il Salone d’Onore del CONI a Roma, ricevendo l'onorificenza direttamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri - http://www.coni.it/it/news/primo-piano/9227-il-15-dicembre-cerimonia-di-consegna-dei-collari-d-oro-e-delle-stelle-al-merito-sportivo-con-il-premier-renzi-diretta-tv-su-rai-2-e-raisport-1-dalle-11.html

Silvia Marangoni riceve il Collare d'Oro al marito sportivo del CONI -  Fiamme Azzurre Polizia Penitenziaria

Eppure, nelle stanze del DAP, dopo più di dieci giorni, tutto tace.

Un’atleta-poliziotta che vince per l’undicesima volta il titolo mondiale, non riesce a raggiungere nemmeno la ribalta del paludoso sito istituzionale della Polizia Penitenziaria.

I motivi di tali “sviste” sono ormai tristemente noti: nel DAP serpeggiano lotte intestine per le stanze, scontri titanici per il nuovo riassetto del Dipartimento, scaramucce personali tra dirigenti e a farne le spese è il Corpo di Polizia Penitenziaria tutto, che anche quando potrebbe ottenere un minimo di visibilità da certi successi, se lo vede negato per miserrime invidie di bottega.

Non deve interessare chi ha torto o ha ragione ed è inutile cercare le motivazioni o le colpe postume. E’ solo l’ulteriore esempio di come e perchè il nostro sia un Corpo di serie B.

Spero ci sia ancora un barlume di dignità e di lungimiranza in qualche stanza del DAP in modo da fare tutti (ma proprio tutti) un passo indietro ed evitare in futuro certi comportamenti autolesionisti.

Altri Corpi e altre organizzazioni, con un’atleta al suo undicesimo titolo mondiale, avrebbero organizzato ben altro e starebbero già pensando ad un calendario in previsione del dodicesimo.

Da noi no: undici titoli mondiali non bastano...

 

AGGIORNAMENTO: nella stessa mattinata in cui abbiamo pubblicato questo articolo (29 settembre 2015) sul sito web del DAP è comparsa la notizia della vittoria di Silvia Marangoni ...

 

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