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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/10/2015  -  stampato il 03/12/2016


Riordino delle Carriere: il punto della situazione

Com’è noto, presso il Ministero dell’Interno sta lavorando da un po’ di tempo un gruppo di lavoro, formato da tutte le amministrazioni del comparto sicurezza, per la stesura di una bozza di riordino delle carriere da presentare al Presidente Renzi.

I lavori conseguono a quanto stabilito dalla legge  7 agosto 2015, n. 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), che all’articolo 8 ha sancito:

“… conseguenti modificazioni agli ordinamenti del personale delle Forze  di  polizia di cui all'articolo 16  della  legge  1º  aprile  1981,  n.  121,  in aderenza  al  nuovo  assetto  funzionale   e   organizzativo,   anche attraverso:  1)  la  revisione  della  disciplina   in   materia   di reclutamento, di stato  giuridico  e  di  progressione  in  carriera, tenendo conto del merito e delle professionalità, nell'ottica  della semplificazione  delle  relative  procedure,  prevedendo  l'eventuale unificazione, soppressione  ovvero  istituzione  di  ruoli,  gradi  e qualifiche e la rideterminazione delle relative dotazioni  organiche, comprese quelle complessive di ciascuna Forza di polizia, in  ragione delle esigenze di funzionalità e della  consistenza  effettiva  alla data di entrata in vigore della presente  legge,  ferme  restando  le facoltà  assunzionali   previste   alla   medesima   data,   nonché assicurando il mantenimento  della  sostanziale  equiordinazione  del personale  delle  Forze  di  polizia  e  dei   connessi   trattamenti economici,  anche   in   relazione   alle   occorrenti   disposizioni transitorie,  fermi  restando   le   peculiarità   ordinamentali   e funzionali del personale di ciascuna  Forza  di  polizia,  nonché  i contenuti e i principi di cui all'articolo 19 della legge 4  novembre 2010, n. 183, e tenuto conto dei criteri  di  delega  della  presente legge, in quanto compatibili …”

In tal senso, pare stia prendendo piede una convergenza di tutte le amministrazioni sullo schema che era stato già elaborato proprio dal Ministero dell’Interno durante la precedente legislatura (Governi Berlusconi, Monti, Letta).

Secondo questa bozza, la riorganizzazione dei ruoli e delle carriere delle Forze di Polizia prevede:

1) unificazione dei ruoli agenti e sovrintendenti con progressione in carriera fino alla qualifica di sovrintendente capo;

2) istituzione di un nuovo ruolo direttivo speciale nel quale far confluire attuali sostituti commissari e ispettori superiori;

3) soppressione del ruolo speciale dei commissari;

4) confluenza di tutti i commissari del ruolo speciale nel ruolo direttivo ordinario;

5) conferimento della dirigenza al ruolo direttivo ordinario.

Ancora in via di definizione le procedure per gli inquadramenti in fase di prima applicazione.

Ovviamente, la fase più difficile rimane quella delle coperture economiche valutate sommariamente in circa 700 milioni di euro.

Allo stato attuale si può contare soltanto su circa 70 milioni di euro rimasti dai vecchi stanziamenti (che prima del Governo Monti erano arrivati a circa 700 milioni di euro) e sulle somme che si riusciranno a risparmiare con “la razionalizzazione dell’efficacia delle funzioni, dell’organizzazioni degli uffici, della gestione associata dei servizi strumentali, nonché delle dotazioni organiche e della disciplina dei ruoli delle forze di polizia …” alla quale stanno lavorando altri gruppi di lavoro, sempre in virtù della delega prevista dalla legge di riforma della pubblica amministrazione.

Ad horas, secondo alcune bozze ufficiose che circolano, i risparmi sarebbero stati calcolati intorno a 50 milioni di euro, ai quali si potrebbero aggiungere ulteriori risparmi derivanti dalla “rideterminazione delle dotazioni organiche dei singoli ruoli delle forze di polizia, con specifico riferimento a quelle che prevedono l’accesso dall’interno e che registrano delle carenze organiche, oggetto di possibili riduzioni”.

Ipotesi, quest’ultima, molto pericolosa perché significherebbe la perdita di tutti i posti, non ancora coperti, disponibili nei ruoli ad accesso dall’interno (sovrintendenti, ispettori, direttivi speciali) con la conseguenza inevitabile di non avere più alcuna vacanza organica disponibile se non quella che deriverà in futuro dal turn over.

Ad ogni modo, pur raschiando fino in fondo il barile dell’esistente, non è possibile arrivare oltre i 200 milioni di euro (nella più ottimistica delle previsioni).

Evidentemente ci troveremmo di fronte ad un fabbisogno economico di almeno mezzo miliardo di euro.

Rebus sic stantibus.