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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/10/2015  -  stampato il 11/12/2016


Braccialetto elettronico e domiciliari: anche la Cassazione non sa pił cosa inventarsi per aiutare il Governo

Stupefacente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione.

Secondo la sentenza n. 39529 del 30 settembre 2015, il braccialetto elettronico "rappresenta una cautela che viene adottata non già ai fini della adeguatezza della misura domiciliare e, quindi, per rafforzare il divieto di non allontanarsi dalla propria abitazione, ma ai fini della capacità effettiva dell'indagato di autolimitare la propria libertà personale di movimento".

Un po’ come dire che le mura e i cancelli delle carceri (compresa la sorveglianza del Corpo di Polizia Penitenziaria) non servono allo Stato per limitare i movimenti e le libertà delle persone condannate, ma sono di ausilio ai condannati stessi per soddisfare il loro ancestrale, autonomo bisogno di redenzione!

La Cassazione, con questa sentenza, ha annullato l’ordinanza del Tribunale di Bolzano che aveva subordinato la scarcerazione di una detenuta all'applicazione del dispositivo elettronico, prevedendo che "l'indagata verrà scarcerata solo una volta accertata da parte dei carabinieri di Bolzano la disponibilità del braccialetto elettronico".

Peraltro, la stessa Cassazione si era già espressa poche settimane prima nella stessa direzione, ma probabilmente con motivazioni più plausibili.

Considerata l’esiguità dei braccialetti elettronici a disposizione della Magistratura, che ha sollevato più di una polemica nei mesi scorsi, una ordinanza come quella di Bolzano rischiava di paralizzare le scarcerazioni e vanificare gli sforzi del Governo volti a “risolvere” il problema del sovraffollamento soprattutto in relazione alla famigerata Sentenza Torreggiani della Corte Europea di Giustizia.

Da uomo qualunque mi sembra una forzatura bella e buona.

Sono d’accordo con il principio secondo il quale una persona deve avere la possibilità di accedere ad una misura restrittiva meno afflitiva della detenzione in  carcere potendo scontare la pena, o la misura cautelare, nella propria abitazione (anche perchè questo è un indubbio vantaggio anche per lo Stato), ma la motivazione della Cassazione, per come è stata espressa, mi pare molto velleitaria, quasi una forzatura necessaria.

Necessaria a chi?

A me sembra necessaria solo a chi, nonostante gli ultimi anni di Leggi cosiddette “svuotacarceri”, non riesce proprio a risolvere il problema del sovraffollamento.

Sono un uomo qualunque e non un “ermellino”, ma una motivazione del genere mi sembra più da dirigente DAP che non da insigne giurista ... quasi come se la Cassazione non sapesse più cosa inventarsi per dare una mano al Governo col problema del sovraffollamento carcerario.

 

 

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Costo di un braccialetto elettronico al giorno: 5 euro negli USA, 7 in Germania, 115 in Italia