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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/01/2010  -  stampato il 03/12/2016


Oltre le sbarre

In un carcere di massima sicurezza dello Stato di Israele sono ristretti sia arabi che ebrei condannati per reati politici e comuni a scontare le rispettive pene.

Inevitabilmente, la tensione tra i due gruppi etnici è altissima e tra l’altro viene alimentata da un cinico direttore. L’israeliano Uri ha già goduto di licenze e sta per raggiungere finalmente la figlia che spesso lo veniva a trovare, l'arabo e terrorista Issam è invece completamente sopraffatto dall'odio più feroce e capeggia un piccolo gruppo di connazionali, terroristi come lui. Durante uno rappresentazione canora, organizzata nel carcere in contemporanea con la Radio di Stato per trasmettere una canzone composta da un detenuto, scoppia una furibonda rissa. Durante i disordini viene ucciso un detenuto e il comandante degli agenti penitenziari - che in prigione fa il bello ed il cattivo tempo - accusa gli arabi dell’omicidio.

In verità, all’origine di tutto vi sono loschi traffici di droga, che il proprio il comandante ha posto in essere, con favori e pressioni di ogni genere su qualche carcerato più debole e disponibile. Il giovane detenuto Dolon, più volte sottoposto da parte dei compagni a crudeli violenze personali, si impicca e gli viene trovato un biglietto nelle mani che accusa il capo delle guardie per tutti i suoi intrallazzi. Uri promuove allora uno sciopero della fame, mentre Issam, questa volta d'accordo con lui, sollecita una commissione ministeriale di inchiesta.

Quasi tutti i detenuti, arabi inclusi, aderiscono alla protesta, e Uri non cede alle promesse e ai ricatti del famigerato comandante, sebbene sia ormai prossimo alla liberazione e nonostante il suo atteggiamento rischia di non farlo uscire.

Neppure Issam cede quando la Direzione cerca di utilizzare la moglie e il figlio per dissuaderlo. Infatti, Issam malgrado le forti emozioni, dice alla donna di andarsene a casa e torna, quindi, nella sua cella. Come segno di dissenso contro le crudeltà e i soprusi tutti i detenuti, senza distinzione di fede o di razza e dietro l'esempio di Uri, si schierano con Issam cantando la canzone composta dal compagno per la radio.