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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/10/2015  -  stampato il 02/12/2016


Il “nemico in casa” Pierluigi Di Santo, il Codice di Giustizia Sportiva e il caso Battisti

Circa un anno fa parlammo dello strano caso di Pierluigi Di Santo, impiegato civile dell’amministrazione penitenziaria in servizio al Dap, segreteria del Vice Capo Dipartimento, e della sua presunta incompatibilità a stare in quel posto, in ragione dell’attività di direttore sportivo.

Per chi non ricordasse, o non l’avesse letto, riportiamo alcuni passaggi di quell’articolo.

 

“Caso a parte quello di Pierluigi Di Santo,  ex agente di Polizia Penitenziaria ed ora impiegato civile dell’amministrazione penitenziaria, che per cinque anni è stato direttore sportivo dell’Astrea.

Ebbene, il Di Santo dopo aver frequentato il corso federale di direttore sportivo a Coverciano - durante, e grazie, all’incarico ricoperto nella squadra del Corpo - si è trovato più volte ad essere dirigente di una squadra avversaria dell’Astrea nel suo stesso girone.

La domanda sorge spontanea: è plausibile avere avversari che sono nati e cresciuti proprio grazie all’Astrea e che, ancora oggi, hanno una posizione di rilievo all'interno dell'amministrazione?

Tuttavia, il caso Di Santo appare ancor di più controverso.

Infatti, mentre i calciatori dell'Astrea passati ad altra casacca potevano vantare, comunque, un trascorso sportivo di buon livello precedente all'arruolamento, Pierluigi Di Santo era un emerito sconosciuto (calcisticamente parlando), senza precedenti esperienze professionali, che è assurto a Direttore Sportivo dell’Astrea soltanto grazie a scelte discrezionali interne all’amministrazione e che ha avuto la possibilità di frequentare il corso di specializzazione della F.I.G.C. a Coverciano soltanto grazie all'Astrea.

In altre parole, Di Santo solo dopo, e grazie, all'Astrea è arrivato a livelli di eccellenza nel calcio, anche professionistico.

In questi ultimi due anni, oltremodo, Pierluigi Di Santo si è trovato ad essere Direttore Sportivo di Giada Maccarese  e  Viterbese, due compagini di serie D inserite nello stesso girone della squadra del Corpo e, pertanto, sue avversarie.

Pierluigi Di Santo, attualmente, è impiegato nella segreteria del dott. Luigi Pagano, con un incarico  che gli permette di conoscere e visionare gran parte della corrispondenza del Dap.

Luigi Pagano, attualmente, sta svolgendo le funzioni di Capo Dipartimento e, di conseguenza, anche quelle di Presidente dell'A.S. Astrea.

Di Santo, attualmente, sta svolgendo le funzioni di segretario del Capo Dipartimento e, di conseguenza, anche del Presidente dell'A.S. Astrea.

Possibile che nessuno intraveda qualcosa di anomalo ... magari un piccolo conflitto di interessi ?”

 

Manco a dirlo … nessuno raccolse il nostro interrogativo.

Invece, da allora a oggi, sono capitate ulteriori vicende che hanno avvalorato le nostre tesi e confermato le nostre preoccupazioni.

Andiamo con ordine.

Qualche tempo fa l’agente Battisti Raffaele, assunto come atleta ad aprile 2012 con un concorso speciale a titoli per l'accesso nel Gruppo Sportivo Astrea, ha chiesto di cessare l’attività agonistica.

A quanto è dato sapere, la richiesta non fu supportata da altre motivazioni se non generiche ragioni che non gli consentivano più, a suo dire, di svolgere l’attività agonistica.

La domanda fu accompagnata dal parere negativo dello staff medico (che riteneva il giocatore idoneo all’attività agonistica) e dello staff tecnico (che riteneva lo stesso giocatore ancora necessario alla squadra).

L’istanza, invece, fu inconcepibilmente accolta direttamente dal dott. Luigi Pagano, facente funzioni capo dipartimento e presidente dell’Astrea.

Pur tuttavia, nonostante quanto dichiarato, l’agente Raffaele Battisti, a poco più di un anno di distanza dalla vicenda, è stato tesserato dal Rieti Calcio, compagine sportiva della stessa categoria dell’Astrea che milita, addirittura, nello stesso girone della squadra del Corpo.

Ciò significa che il Battisti, assunto con procedura straordinaria per gareggiare nella squadra di calcio della Polizia Penitenziaria, sta giocando contro il team del Corpo, diventandone di fatto avversario.

Invero, tutti gli atleti assunti con procedura straordinaria (12) fanno parte tutt’ora dell’Astrea, ad eccezione del Battisti.

Indovinate chi è il direttore sportivo della squadra di calcio di Rieti?

Pierluigi Di Santo.

Quello stesso Pierluigi di Santo impiegato nella segreteria di Luigi Pagano quando acconsentì a lasciare libero il Battisti contro il parere dei dirigenti dell’Astrea (pur essendo in quel momento anche il presidente della squadra).

Ritornando al Battisti, a completezza della vicenda va anche detto che il vincolo del tesseramento sportivo (che esula dalle competenze dell’amministrazione penitenziaria) viene meno dopo un anno d’inattività.

Incidentalmente, il Battisti è rimasto inattivo una sola stagione e questa regola gli ha permesso di svincolarsi dall’Astrea, dal punto di vista federale, e tesserarsi con il Rieti.

Sfortunatamente (per lui), secondo alcune indiscrezioni trapelate dal Dap, sarebbe stata avviata un’inchiesta amministrativa sulla vicenda, allo scopo di accertare eventuali responsabilità disciplinari e, addirittura, verificare la legittimità della permanenza in servizio nel Corpo.

Pur tuttavia, è lecito domandarsi se non sussistano anche dei profili di responsabilità da parte del Di Santo, tenuto conto che lo stesso era perfettamente a conoscenza di tutta la vicenda sia dal punto di vista amministrativo che calcistico, proprio in ragione dell’osservatorio privilegiato nel quale presta servizio e della sua qualità di dirigente sportivo.

Tra l’altro, una simile vicenda potrebbe anche realizzare, a nostro avviso, una violazione del Codice di Giustizia Sportiva, all’articolo 1, laddove stabilisce che “…Le società e le associazioni sportive, i dirigenti, gli atleti, i tecnici, gli ufficiali di gara e ogni altro soggetto dell’ordinamento federale sono tenuti all’osservanza delle norme e degli atti federali e devono comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva.

Secondo noi, infatti, l’aver ingaggiato un calciatore con queste modalità, e dopo certe vicende (al di là delle responsabilità oggettive dello stesso), non è proprio il massimo di “ … lealtà, correttezza e probità …”

Per non parlare, poi, degli obblighi (in questo caso, ovviamente, solo morali) di “ … lealtà, correttezza e probità …”  che il Di Santo dovrebbe avere nei confronti dell’Astrea e del Corpo di Polizia che la squadra rappresenta.

Peraltro, Raffaele Battisti risulta spesso essere il miglior giocatore in campo del Rieti, rivelandosi determinante per l’esito positivo delle partite, tanto che, la scorsa settimana, sul quotidiano sportivo Il Corriere dello Sport, è stato inserito nella “Top 11”, ovvero nella formazione dei migliori giocatori del girone G della Serie D.

Ciò significa, più o meno, che si tratta del miglior giocatore, nel suo ruolo, della categoria (20 squadre).

Ah, dimenticavo: indovinate contro chi gioca domenica prossima il Rieti?