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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/09/2015  -  stampato il 06/12/2016


Ex carcere di Santo Stefano: interrogazione parlamentare sui restauri necessari

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04592
presentata da
LUIGI MANCONI 
martedì 29 settembre 2015, seduta n.512

MANCONI - Ai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

l'ex carcere borbonico nell'isolotto di Santo Stefano, situato di fronte all'isola di Ventotene (Latina), è stato dichiarato "monumento nazionale" nel 2008 e "patrimonio comunitario" nel 2010;

il sito è un bene culturale di grande rilevanza non solo per il valore artistico-architettonico, ma anche per il suo carattere di simbolo della storia italiana, essendo stato luogo di detenzione di molti patrioti risorgimentali e dissidenti antifascisti;

l'immobile è di proprietà demaniale, mentre l'area rurale circostante è di proprietà privata;

l'ex carcere si trova in una condizione di grave degrado dovuto alla mancata manutenzione e cura del sito e allo stato di abbandono dell'area;

nonostante lo stato di degrado numerose persone, soprattutto nel periodo estivo, si recano a visitare l'ex carcere;

i continui crolli e cedimenti strutturali mettono a rischio l'agibilità del monumento;

in un articolo del quotidiano "La Stampa" del 23 agosto 2015 viene descritta la grave situazione di degrado in cui si trova l'ex carcere di Santo Stefano;

in un successivo articolo dello stesso quotidiano del 17 settembre si dà conto dell'intenzione del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo di operare per il recupero e restauro del sito e di convocare una riunione interistituzionale con il Ministero dell'economia e delle finanze e la Regione Lazio per concordare gli interventi,

si chiede di sapere:

quali siano gli orientamenti dei Ministri in indirizzo relativamente al recupero e alla ristrutturazione dell'ex carcere di Santo Stefano;

se siano previsti progetti di valorizzazione dell'ex carcere di Santo Stefano che non solo mirino a restituire dignità e fruibilità all'immobile, ma che siano orientati alla sua valorizzazione culturale e formativa, preservandone il valore storico e il carattere di luogo simbolico della memoria collettiva italiana.

(4-04592)